Come bloccare lo strapotere del Secure Boot di Microsoft, la fallimentare soluzione che non ha mai sconfitto il malware ma ha solo ostacolato benissimo l'installazione di Linux in dual boot?
Certificati Secure Boot Microsoft in scadenza: il tuo PC è a rischio?
Microsoft ha avviato il rinnovo automatico dei certificati Secure Boot su Windows 11, ma non tutti i PC li riceveranno. Il capitolo più amaro riguarda gli utenti di Windows 10.
Come bloccare uno strapotere?
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere della censura russa sul Web?
Come bloccare lo strapotere della censura russa sul Web?
La Russia ha ristretto l'accesso a Telegram, in quanto l'azienda di Pavel Durov non ha implementato misure per <<prevenire frodi e attività criminali>>. Giusto per smentire chi non si fida di una app, Telegram, creata da un russo e invece si fida di una app, Whatsapp, gestita da un americano con la faccia-di-palta, intimo amico di un presidente pel di carota...
La Russia ha ristretto l'accesso a Telegram, in quanto l'azienda di Pavel Durov non ha implementato misure per <<prevenire frodi e attività criminali>>. Giusto per smentire chi non si fida di una app, Telegram, creata da un russo e invece si fida di una app, Whatsapp, gestita da un americano con la faccia-di-palta, intimo amico di un presidente pel di carota...
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere dello scroll infinito di Meta e TikTok?
Finalmente qualcosa si muove contro lo strapotere dei social network?
L’UE vuole dire addio allo scroll infinito: come cambieranno le app
La Commissione UE contesta a TikTok e Meta design come infinite scroll e autoplay, ritenuti causa di uso compulsivo dei loro servizi. Il DSA (Digital Services Act (DSA), il regolamento entrato in vigore nel 2024 che impone obblighi stringenti alle piattaforme di grandi dimensioni) potrebbe imporre modifiche tecniche e limiti in fatto di progettazione delle applicazioni Web.
L’UE vuole dire addio allo scroll infinito: come cambieranno le app
La Commissione UE contesta a TikTok e Meta design come infinite scroll e autoplay, ritenuti causa di uso compulsivo dei loro servizi. Il DSA (Digital Services Act (DSA), il regolamento entrato in vigore nel 2024 che impone obblighi stringenti alle piattaforme di grandi dimensioni) potrebbe imporre modifiche tecniche e limiti in fatto di progettazione delle applicazioni Web.
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere della dittatura online degli U.S.A.?
Prima notizia.
Il Dipartimento di Sicurezza Usa chiede a Google e Meta i nomi di chi ha criticato l'Ice online: centinaia di mandati
L'obiettivo è quello di identificare chi ci sia dietro ai tanti account che hanno protestato contro le azioni anti-immigrazione. Inviate richieste anche a Reddit e Discord
Ma come? Non erano Russia e Cina un regime autoritario? E questo statunitense che cos'è?
--
Seconda notizia.
GeoSpy: le forze dell'ordine U.S.A. comprano un'AI che geolocalizza foto in pochi secondi
GeoSpy usa l’AI per geolocalizzare foto senza metadati ed è già adottato dalla polizia USA. La tecnologia accelera le indagini ma introduce nuovi rischi per privacy e sicurezza.
Il Dipartimento di Sicurezza Usa chiede a Google e Meta i nomi di chi ha criticato l'Ice online: centinaia di mandati
L'obiettivo è quello di identificare chi ci sia dietro ai tanti account che hanno protestato contro le azioni anti-immigrazione. Inviate richieste anche a Reddit e Discord
Agli uffici di Meta, Google, Reddit e Discord sono arrivati negli ultimi sei mesi centinaia di mandati amministrativi da parte del Dipartimento della Sicurezza Interna. Tutti avevano la stessa finalità: chiedere alle società di condividere tutti i dati e le informazioni in loro possesso relative agli account che hanno dimostrato di monitorare le operazione dell'Ice e che hanno criticato le azioni anti-immigrazione. Nomi, email, numeri di telefono: il Dipartimento vuole identificare chi opera dietro a profili spesso anonimi e, per farlo, ha chiesto aiuto a chi gestisce le principali piattaforme attraverso cui questi messaggi di protesta vengono diffusi. Lo rivela il New York Times, citando fonti interne alle aziende e al governo americano.
Alcune di queste richieste sarebbero state soddisfatte. Nonostante non ci sia nessun obbligo legale per consegnare i dati personali degli utenti. Sta alle società decidere se cedere le informazioni. Né Meta, né Reddit, né Discord hanno voluto commentare. Google invece ha risposto attraverso un portavoce: «Quando riceviamo un mandato, il nostro processo di revisione è progettato per proteggere la privacy degli utenti e allo stesso tempo soddisfare i nostri obblighi legali. Informiamo gli utenti coinvolti, a meno che non vi sia un ordine legale che ci impedisca di farlo o in circostanze eccezionali. Esaminiamo ogni richiesta legale e respingiamo quelle che sono eccessivamente generiche». Gli utenti che sono stati segnalati al Dipartimento di Sicurezza sarebbero in effetti stati avvisati, così da dare loro modo di fare ricorso nei tempi previsti.
Le operazioni per identificare chi ha partecipato alle manifestazioni contro l'Ice, soprattutto dopo i fatti di Minneapolis, non sfruttano più solo la tecnologia del riconoscimento facciale che gli agenti hanno dichiarato di aver usato nelle piazze, ma provano anche a sfruttare quell'alleanza con le Big Tech che l'amministrazione Trump ha costruito nei primi mesi alla Casa Bianca. E sono operazioni aggressive: Tom Homan, responsabile della sicurezza delle frontiere, ha dichiarato a Fox News la sua intenzione di creare un database di coloro che sono stati «arrestati per interferenza, ostruzione, aggressione» a Minneapolis. Non è chiara quale sia la posizione di società che negli ultimi anni si sono fortemente opposte alle ingerenze governative nella privacy dei loro utenti. Sin dallo scoppio del cosiddetto DataGate - le rivelazioni di Edward Snowden che avevano raccontato come esistesse un sistema di sorveglianza di massa che si basava proprio sui dati forniti dalle società di telecomunicazione e tecnologiche - la Silicon Valley storce il naso quando un governo gli chiede di consegnare informazioni su chi usa i suoi servizi. Ma - e lo dimostrano i rapporti sulla trasparenza che pubblicano le società ogni anno - le richieste stanno aumentando sempre di più. La Casa Bianca è in prima fila.
Ma come? Non erano Russia e Cina un regime autoritario? E questo statunitense che cos'è?
--
Seconda notizia.
GeoSpy: le forze dell'ordine U.S.A. comprano un'AI che geolocalizza foto in pochi secondi
GeoSpy usa l’AI per geolocalizzare foto senza metadati ed è già adottato dalla polizia USA. La tecnologia accelera le indagini ma introduce nuovi rischi per privacy e sicurezza.
L’adozione da parte di agenzie di polizia statunitensi di strumenti di analisi automatizzata delle immagini basati su intelligenza artificiale rappresenta un passaggio significativo. Tra questi strumenti, GeoSpy si distingue per la capacità di determinare in modo quasi immediato la posizione geografica di uno scatto sfruttando elementi visivi presenti nell’immagine stessa, come caratteristiche architettoniche, morfologia del terreno e vegetazione. L’acquisizione di licenze da parte del Miami-Dade Sheriff’s Office (MDSO) e del Los Angeles Police Department (LAPD) segna uno dei primi casi documentati di utilizzo operativo di questa tecnologia da parte delle forze dell’ordine.
Architettura tecnica e modello di funzionamento di GeoSpy
Abbiamo già presentato GeoSpy in passato. Sviluppato dalla società Graylark Technologies, si fonda su modelli di machine learning addestrati su milioni di immagini provenienti da contesti geografici differenti. L’algoritmo analizza correlazioni tra elementi visivi e coordinate spaziali, costruendo un sistema di inferenza che ricorda, in forma automatizzata e scalabile, le tecniche tipiche dell’Open Source Intelligence (OSINT) applicata alla geolocalizzazione.
Il sistema si articola in due componenti principali: un modello globale, capace di operare su scala mondiale, e modelli localizzati addestrati su dataset specifici di aree geografiche circoscritte.
Nel caso del MDSO, è stato sviluppato un modello personalizzato per la contea di Miami-Dade, con una precisione dichiarata fino a un metro. Tale livello di accuratezza, tuttavia, deve essere preso con le pinze: non esistono verifiche indipendenti che ne confermino le prestazioni in scenari reali. La stessa azienda stima comunque una precisione di 1–5 metri nelle città supportate.
Dal punto di vista computazionale, l’addestramento di modelli così specifici richiede un significativo investimento in termini di raccolta dati, risorse di calcolo e ottimizzazione degli algoritmi. Il costo sostenuto dal MDSO — oltre 85.000 dollari — riflette proprio questa complessità infrastrutturale, includendo sia licenze d’uso sia la costruzione del modello personalizzato.
Integrazione nei flussi investigativi
404 Mediaracconta che all’interno del MDSO, l’accesso a GeoSpy è stato assegnato al Cyber Crimes Bureau, che funge da nodo centrale per l’elaborazione delle richieste provenienti da altre unità operative. Il modello di utilizzo adottato è quello di un servizio analitico interno: gli investigatori possono sottoporre immagini per ottenere ipotesi di geolocalizzazione, poi validate attraverso metodi investigativi tradizionali.
L’impostazione evidenzia un punto cruciale: l’output dell’AI è trattato come un elemento di intelligence preliminare, non come prova definitiva. Gli stessi documenti interni sottolineano il rischio di falsi positivi e la necessità di corroborare ogni risultato con fonti indipendenti.
L’interesse manifestato da diversi reparti della polizia USA suggerisce un potenziale ampliamento dell’uso dello strumento a diversi ambiti investigativi, in particolare in tutti quei contesti in cui la geolocalizzazione automatizzata può fornire un vantaggio operativo, riducendo il tempo necessario per identificare luoghi e contesti.
Implicazioni per la sicurezza e la privacy
L’impiego di strumenti come GeoSpy apre un dibattito più ampio sul bilanciamento tra efficacia investigativa e tutela dei diritti individuali. La possibilità di identificare la posizione di uno scatto fotografico senza metadati espliciti riduce significativamente l’anonimato visivo, con potenziali implicazioni non solo per i sospettati, ma anche per cittadini comuni le cui immagini circolano online.
Dal punto di vista della cybersecurity, questa tecnologia evidenzia una nuova categoria di rischio: la “de-anonimizzazione visiva”. Anche immagini apparentemente innocue possono diventare vettori di informazioni sensibili, esponendo utenti, giornalisti o attivisti a rischi di tracciamento e localizzazione.
In ambito aziendale, l’eventuale estensione della tecnologia al settore assicurativo — già indicato tra i mercati di interesse — potrebbe portare a nuovi modelli di verifica delle richieste di risarcimento, ma anche a forme di sorveglianza più pervasive.
Prospettive future e scenari evolutivi
La chiusura dell’accesso pubblico alla piattaforma GeoSpy dopo le prime attenzioni mediatiche indica una crescente sensibilità verso il potenziale uso improprio di tali tecnologie. Limitare l’accesso a utenti istituzionali riduce i rischi di abuso, ma non elimina le questioni etiche e legali legate al loro impiego.
In prospettiva, sarà determinante definire standard di audit, trasparenza e responsabilità per l’utilizzo dei sistemi di geolocalizzazione automatizzata. Senza un adeguato quadro normativo e tecnico, il rischio è che strumenti potenti come GeoSpy siano utilizzati in modo opaco o sproporzionato rispetto agli obiettivi investigativi.
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere dei contenuti sessuali e della dipendenza di X, Meta e TikTok?
Come bloccare lo strapotere dei contenuti sessuali e della dipendenza di X, Meta e TikTok?
Ci prova il Primo Ministro spagnolo, che ha chiesto l'avvio di un'indagine nei confronti di X, Meta e TikTok perché sulle loro piattaforme ci sono contenuti sessuali. In Germania c'è un'iniziativa simile? E l'Italia invece che cosa fa? Ha paura di infastidire gli amici di Donald Trump?
Il Primo Ministro della Spagna (Pedro Sanchez) ha chiesto l’avvio di un’indagine nei confronti di X, Meta e TikTok. Le piattaforme delle tre aziende verrebbero utilizzate per diffondere contenuti sessuali, tra cui materiale pedopornografico. La decisione era stata anticipata durante il World Governments Summit di Dubai all’inizio di febbraio. Il 17 febbraio 2026 è stato avviato un procedimento su X in Irlanda per la possibile violazione della privacy.
L’impunità delle Big Tech deve finire
Come riportato da Politico, la richiesta è basata sul report tecnico fornito da tre ministeri. Le piattaforme digitali sono state definite un luogo caratterizzato dall’impunità e dalla tolleranza delle pratiche criminali che mettono a repentaglio la privacy, l’immagine e la libertà dei minori.
Ci sono anche riferimenti alle immagini sessuali di minori generate da Grok e pubblicate su X. Non è chiaro se il governo spagnolo ha trovato contenuti pedopornografici anche su Instagram, Facebook e TikTok. Il Primo Ministro Pedro Sanchez ha dichiarato:
In base al primo comma del suddetto articolo, il Governo può chiedere al Procuratore Generale di avviare le opportune azioni legali presso i tribunali al fine di difendere l’interesse pubblico. La separazione dei poteri prevista dalla Costituzione spagnola impedisce all’esecutivo di ordinare l’avvio di un’indagine penale. La decisione di indagare sulle tre aziende spetterà quindi al Procuratore Generale ,Teresa Peramato, che dovrà consultare il Consiglio dei Procuratori della Corte Suprema prima di intraprendere ulteriori azioni.
Uno degli obiettivi dell’indagine è determinare se i gestori delle piattaforme hanno la responsabilità penale dei contenuti pubblicati.
X e TikTok non hanno rilasciato commenti.
Meta ha dichiarato che rimuove le immagini sessuali non consensuali quando rilevate dai tool AI.
Pedro Sanchez aveva anche annunciato una legge per vietare ai minori di 16 anni di accedere ai social media, ricevendo una serie di insulti da Elon Musk.
Social media: ban anche in Germania, manca solo l'Italia
L’elenco dei paesi europei che hanno deciso di introdurre leggi per impedire ai minorenni di accedere ai social media diventa sempre più lungo. La new entry è rappresentata dalla Germania.
Sono in discussione due proposte avanzate dalla coalizione di governo che prevedono il ban per minori di 16 o 14 anni. In Italia erano stati depositati alcuni disegni di legge, ma non ci sono aggiornamenti in merito.
Otto paesi vogliono il ban
Il paese “apripista” è stato l’Australia. Il divieto di accesso ai minori di 16 anni è in vigore dal 10 dicembre 2025. Il primo paese europeo potrebbe essere la Francia. L’Assemblea Nazionale ha approvato il ban per gli under 15 a fine gennaio.
All’inizio di febbraio, il Cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha suggerito l’introduzione del divieto per i minori di 16 anni. Il Segretario del CDU ha dichiarato:
«L’età minima legale di 16 anni per le piattaforme aperte, accompagnata dalla verifica obbligatoria dell’età, stabilisce un chiaro limite di protezione e tiene conto delle particolari esigenze di sviluppo dei giovani. I bambini hanno diritto all’infanzia. Dobbiamo proteggerli dall’odio, dalla violenza, dalla criminalità e dalla disinformazione manipolativa anche nel mondo digitale. Sui social network sono esposti a contenuti che non possono classificare ed elaborare».
I socialdemocratici (SPD) hanno aderito alla proposta del CDU, suggerendo un ban per gli under 14. Il vice di Merz (Lars Klingbeil) ha dichiarato:
«Non possiamo più sottrarci a regole e restrizioni chiare. Proteggere i giovani dall’ondata di odio e violenza sui social media è una priorità assoluta.».
Nel documento firmato da alcuni politici del SPD viene inoltre proposta la creazione di una versione dei social media per utenti con età compresa tra 14 e 16 anni, senza feed basati su algoritmi, contenuti personalizzati o funzioni come lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica. Per tutti gli utenti con età superiore a 16 anni deve essere anche presente l’opzione per disattivare i sistemi dei suggerimenti.
Il divieto di accesso ai minori potrebbe essere introdotto anche in Spagna,Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Grecia e Slovenia. In Italia c’è solo l’obbligo del consenso parentale per i minori di 14 anni. Oltre quattro mesi fa sono stati presentati alcuni disegni di legge, ma non ci sono novità in merito.
E in Italia?
In Italia c’è solo l’obbligo del consenso parentale per i minori di 14 anni. Oltre quattro mesi fa sono stati presentati alcuni disegni di legge, ma non ci sono novità in merito.
L’unica legge in vigore è quella che impone la verifica dell’età per l’accesso ai siti per adulti, ma Pornhub ha ottenuto una sospensione temporanea.
Le attuali tecnologie sono considerate poco affidabili, in quanto possono stimare l’età sbagliata e possono essere facilmente aggirate.
Nel frattempo, Zuckerberg testimonia al processo contro i social network: «Se il CDA vuole licenziarmi ne eleggo un altro».
Nel frattempo, ad inizio gennaio 2026,il CEO di Meta è apparso per la prima volta davanti a dei giudicinel processo che coinvolte oltre 1600 querelanti che hanno l'obiettivo di dimostrare come le piattaforme siano state costruite con meccanismi che portano alla dipendenza.
Infatti Instagram monitorava il tempo dei minori sulla piattaforma.
«Se crei qualcosa di utile, le persone poi vorranno usarlo in modo naturale». Ha esordito così Mark Zuckerberg nella sua testimonianza al tribunale di Los Angeles. Nonostante le varie udienze che hanno visto il suo intervento al Congresso americano, è la prima volta, per il CEO di Meta, davanti ai giudici.
«Se il consiglio di amministrazione vuole licenziarmi potrei eleggere un nuovo consiglio e reintegrarmi», ha risposto il CEO di Meta agli avvocati che gli hanno chiesto se avesse mentito durante la sua apparizione in un podcast dicendo di non temere un licenziamento perché vanta poteri di voto nell'azienda.
Zuckerberg poi si è scusato del fatto che il filtro di Instagram per individuare e quindi bloccare l'accesso ai minori di 13 anni non abbia funzionato e, invitato a commentare le lamentale provenienti anche dall'interno dell'azienda, secondo cui non si sta facendo abbastanza per evitare che i minori di 13 anni utilizzino la piattaforma, il 41enne a capo di Meta ha affermato che sono stati apportati miglioramenti, ma «avrei voluto che ci fossimo riusciti prima».
Il processo: i meccanismi per creare dipendenza
Il processo in corso prevede la discussione di 22 cause legali, che faranno da “casi scuola”. Sono 1.600 le persone al momento coinvolte come querelanti. Si accusano le società che gestiscono i principali social media di aver creato meccanismi appositi sulle piattaforme per creare dipendenza e — di conseguenza — problemi di salute mentale nei più giovani.
TikTok e Snapchat hanno deciso di patteggiare.
Google (per YouTube) e Meta (per Instagram e Facebook) dovranno dimostrare di non aver spinto i più giovani verso un consumo compulsivo e irrazionale dei loro social.
La settimana scorsa è stato il turno di Adam Mosseri, a capo di Instagram dal 2028, che ha negato la «dipendenza» parlando piuttosto di «uso problematico».
Ma nel corso del processo un avvocato ha mostrato a Zuckerberg una email interna del 2017 in cui mostra come gli adolescenti fossero considerati una «priorità massima» per la compagnia. L'email recita: «Mark ha deciso che la priorità principale dell'azienda nel 2017 sono gli adolescenti». L'email afferma anche che Zuckerberg voleva che il «team dedicato agli adolescenti organizzasse la pianificazione» e l'esecuzione strategica.
L'avvocato Mark Lanier, che rappresenta la ragazza finita nel tunnel della dipendenza da social, ha chiesto a Zuckerberg se gli fosse stata presentata questa email.
Il miliardario ha risposto: «il contesto di questo suggerisce che sia corretto».
La strategia ispirata alle accuse all'industria del tabacco
La prima querelante è K.G.M. che oggi ha 19 anni. Quando ne aveva 8 si è iscritta a YouTube, poi a 9 ha creato un account su Instagram. TikTok (quello che allora si chiamava Musical.ly) l'ha scoperto a 10. Infine a 11 è entrata anche su SnapChat. Poi ha passato la sua adolescenza a combattere ansia, depressione e svariati problemi di accettazione del suo corpo.
Con lei, e con la sua storia di "tossicodipendenza" è iniziato il processo lo scorso 27 gennaio. Il New York Times aveva spiegato come la strategia messa in atto si sia ispirata a quella adottata negli anni '90 per accusare l'industria del tabacco di nascondere le conseguenze negative sulla salute dell'uso delle sigarette e la dipendenza che il fumo generava.
Allora erano quattro le società coinvolte - Philip Morris, R.J. Reynolds, Brown & Williamson e Lorillard - e 46 gli stati americani dalla parte dell'accusa.
Il processo si è concluso nel 1998 con un accordo di pagamento di 206 miliardi di dollari come risarcimento e con la decisione di sospendere il marketing sul fumo. Da lì in poi la percezione sociale delle sigarette è drasticamente cambiata.
«Questo è il punto di partenza della nostra lotta contro i social media, dove la società stabilirà nuove aspettative e standard su come le aziende di social media possono trattare i nostri figli», aveva spiegato Joseph VanZandt, uno dei principali avvocati che sta preparando il processo a Los Angeles.
Ci prova il Primo Ministro spagnolo, che ha chiesto l'avvio di un'indagine nei confronti di X, Meta e TikTok perché sulle loro piattaforme ci sono contenuti sessuali. In Germania c'è un'iniziativa simile? E l'Italia invece che cosa fa? Ha paura di infastidire gli amici di Donald Trump?
Il Primo Ministro della Spagna (Pedro Sanchez) ha chiesto l’avvio di un’indagine nei confronti di X, Meta e TikTok. Le piattaforme delle tre aziende verrebbero utilizzate per diffondere contenuti sessuali, tra cui materiale pedopornografico. La decisione era stata anticipata durante il World Governments Summit di Dubai all’inizio di febbraio. Il 17 febbraio 2026 è stato avviato un procedimento su X in Irlanda per la possibile violazione della privacy.
L’impunità delle Big Tech deve finire
Come riportato da Politico, la richiesta è basata sul report tecnico fornito da tre ministeri. Le piattaforme digitali sono state definite un luogo caratterizzato dall’impunità e dalla tolleranza delle pratiche criminali che mettono a repentaglio la privacy, l’immagine e la libertà dei minori.
Ci sono anche riferimenti alle immagini sessuali di minori generate da Grok e pubblicate su X. Non è chiaro se il governo spagnolo ha trovato contenuti pedopornografici anche su Instagram, Facebook e TikTok. Il Primo Ministro Pedro Sanchez ha dichiarato:
Oggi il Consiglio dei Ministri invocherà l’articolo 8 dello Statuto Organico della Procura della Repubblica per richiedere un’indagine sui reati che X, Meta e TikTok potrebbero commettere attraverso la creazione e la diffusione di materiale pedopornografico utilizzando la loro intelligenza artificiale. Queste piattaforme stanno mettendo a repentaglio la salute mentale, la dignità e i diritti dei nostri figli. Lo Stato non può permetterlo. L’impunità di questi giganti deve finire.
In base al primo comma del suddetto articolo, il Governo può chiedere al Procuratore Generale di avviare le opportune azioni legali presso i tribunali al fine di difendere l’interesse pubblico. La separazione dei poteri prevista dalla Costituzione spagnola impedisce all’esecutivo di ordinare l’avvio di un’indagine penale. La decisione di indagare sulle tre aziende spetterà quindi al Procuratore Generale ,Teresa Peramato, che dovrà consultare il Consiglio dei Procuratori della Corte Suprema prima di intraprendere ulteriori azioni.
Uno degli obiettivi dell’indagine è determinare se i gestori delle piattaforme hanno la responsabilità penale dei contenuti pubblicati.
X e TikTok non hanno rilasciato commenti.
Meta ha dichiarato che rimuove le immagini sessuali non consensuali quando rilevate dai tool AI.
Pedro Sanchez aveva anche annunciato una legge per vietare ai minori di 16 anni di accedere ai social media, ricevendo una serie di insulti da Elon Musk.
Social media: ban anche in Germania, manca solo l'Italia
L’elenco dei paesi europei che hanno deciso di introdurre leggi per impedire ai minorenni di accedere ai social media diventa sempre più lungo. La new entry è rappresentata dalla Germania.
Sono in discussione due proposte avanzate dalla coalizione di governo che prevedono il ban per minori di 16 o 14 anni. In Italia erano stati depositati alcuni disegni di legge, ma non ci sono aggiornamenti in merito.
Otto paesi vogliono il ban
Il paese “apripista” è stato l’Australia. Il divieto di accesso ai minori di 16 anni è in vigore dal 10 dicembre 2025. Il primo paese europeo potrebbe essere la Francia. L’Assemblea Nazionale ha approvato il ban per gli under 15 a fine gennaio.
All’inizio di febbraio, il Cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha suggerito l’introduzione del divieto per i minori di 16 anni. Il Segretario del CDU ha dichiarato:
«L’età minima legale di 16 anni per le piattaforme aperte, accompagnata dalla verifica obbligatoria dell’età, stabilisce un chiaro limite di protezione e tiene conto delle particolari esigenze di sviluppo dei giovani. I bambini hanno diritto all’infanzia. Dobbiamo proteggerli dall’odio, dalla violenza, dalla criminalità e dalla disinformazione manipolativa anche nel mondo digitale. Sui social network sono esposti a contenuti che non possono classificare ed elaborare».
I socialdemocratici (SPD) hanno aderito alla proposta del CDU, suggerendo un ban per gli under 14. Il vice di Merz (Lars Klingbeil) ha dichiarato:
«Non possiamo più sottrarci a regole e restrizioni chiare. Proteggere i giovani dall’ondata di odio e violenza sui social media è una priorità assoluta.».
Nel documento firmato da alcuni politici del SPD viene inoltre proposta la creazione di una versione dei social media per utenti con età compresa tra 14 e 16 anni, senza feed basati su algoritmi, contenuti personalizzati o funzioni come lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica. Per tutti gli utenti con età superiore a 16 anni deve essere anche presente l’opzione per disattivare i sistemi dei suggerimenti.
Il divieto di accesso ai minori potrebbe essere introdotto anche in Spagna,Danimarca, Norvegia, Regno Unito, Grecia e Slovenia. In Italia c’è solo l’obbligo del consenso parentale per i minori di 14 anni. Oltre quattro mesi fa sono stati presentati alcuni disegni di legge, ma non ci sono novità in merito.
E in Italia?
In Italia c’è solo l’obbligo del consenso parentale per i minori di 14 anni. Oltre quattro mesi fa sono stati presentati alcuni disegni di legge, ma non ci sono novità in merito.
L’unica legge in vigore è quella che impone la verifica dell’età per l’accesso ai siti per adulti, ma Pornhub ha ottenuto una sospensione temporanea.
Le attuali tecnologie sono considerate poco affidabili, in quanto possono stimare l’età sbagliata e possono essere facilmente aggirate.
Nel frattempo, Zuckerberg testimonia al processo contro i social network: «Se il CDA vuole licenziarmi ne eleggo un altro».
Nel frattempo, ad inizio gennaio 2026,il CEO di Meta è apparso per la prima volta davanti a dei giudicinel processo che coinvolte oltre 1600 querelanti che hanno l'obiettivo di dimostrare come le piattaforme siano state costruite con meccanismi che portano alla dipendenza.
Infatti Instagram monitorava il tempo dei minori sulla piattaforma.
«Se crei qualcosa di utile, le persone poi vorranno usarlo in modo naturale». Ha esordito così Mark Zuckerberg nella sua testimonianza al tribunale di Los Angeles. Nonostante le varie udienze che hanno visto il suo intervento al Congresso americano, è la prima volta, per il CEO di Meta, davanti ai giudici.
«Se il consiglio di amministrazione vuole licenziarmi potrei eleggere un nuovo consiglio e reintegrarmi», ha risposto il CEO di Meta agli avvocati che gli hanno chiesto se avesse mentito durante la sua apparizione in un podcast dicendo di non temere un licenziamento perché vanta poteri di voto nell'azienda.
Zuckerberg poi si è scusato del fatto che il filtro di Instagram per individuare e quindi bloccare l'accesso ai minori di 13 anni non abbia funzionato e, invitato a commentare le lamentale provenienti anche dall'interno dell'azienda, secondo cui non si sta facendo abbastanza per evitare che i minori di 13 anni utilizzino la piattaforma, il 41enne a capo di Meta ha affermato che sono stati apportati miglioramenti, ma «avrei voluto che ci fossimo riusciti prima».
Il processo: i meccanismi per creare dipendenza
Il processo in corso prevede la discussione di 22 cause legali, che faranno da “casi scuola”. Sono 1.600 le persone al momento coinvolte come querelanti. Si accusano le società che gestiscono i principali social media di aver creato meccanismi appositi sulle piattaforme per creare dipendenza e — di conseguenza — problemi di salute mentale nei più giovani.
TikTok e Snapchat hanno deciso di patteggiare.
Google (per YouTube) e Meta (per Instagram e Facebook) dovranno dimostrare di non aver spinto i più giovani verso un consumo compulsivo e irrazionale dei loro social.
La settimana scorsa è stato il turno di Adam Mosseri, a capo di Instagram dal 2028, che ha negato la «dipendenza» parlando piuttosto di «uso problematico».
Ma nel corso del processo un avvocato ha mostrato a Zuckerberg una email interna del 2017 in cui mostra come gli adolescenti fossero considerati una «priorità massima» per la compagnia. L'email recita: «Mark ha deciso che la priorità principale dell'azienda nel 2017 sono gli adolescenti». L'email afferma anche che Zuckerberg voleva che il «team dedicato agli adolescenti organizzasse la pianificazione» e l'esecuzione strategica.
L'avvocato Mark Lanier, che rappresenta la ragazza finita nel tunnel della dipendenza da social, ha chiesto a Zuckerberg se gli fosse stata presentata questa email.
Il miliardario ha risposto: «il contesto di questo suggerisce che sia corretto».
La strategia ispirata alle accuse all'industria del tabacco
La prima querelante è K.G.M. che oggi ha 19 anni. Quando ne aveva 8 si è iscritta a YouTube, poi a 9 ha creato un account su Instagram. TikTok (quello che allora si chiamava Musical.ly) l'ha scoperto a 10. Infine a 11 è entrata anche su SnapChat. Poi ha passato la sua adolescenza a combattere ansia, depressione e svariati problemi di accettazione del suo corpo.
Con lei, e con la sua storia di "tossicodipendenza" è iniziato il processo lo scorso 27 gennaio. Il New York Times aveva spiegato come la strategia messa in atto si sia ispirata a quella adottata negli anni '90 per accusare l'industria del tabacco di nascondere le conseguenze negative sulla salute dell'uso delle sigarette e la dipendenza che il fumo generava.
Allora erano quattro le società coinvolte - Philip Morris, R.J. Reynolds, Brown & Williamson e Lorillard - e 46 gli stati americani dalla parte dell'accusa.
Il processo si è concluso nel 1998 con un accordo di pagamento di 206 miliardi di dollari come risarcimento e con la decisione di sospendere il marketing sul fumo. Da lì in poi la percezione sociale delle sigarette è drasticamente cambiata.
«Questo è il punto di partenza della nostra lotta contro i social media, dove la società stabilirà nuove aspettative e standard su come le aziende di social media possono trattare i nostri figli», aveva spiegato Joseph VanZandt, uno dei principali avvocati che sta preparando il processo a Los Angeles.
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere di Meta che condividei libri pirata via BitTorrent?
Sempre Meta. Meta. Meta, Meta! Meta? Sì, qui occorrerebbe un topic solo per lo strapotere dell'orrida macchina di Mark-faccia-di-palta...
Come bloccare lo strapotere di Meta che condividei libri pirata via BitTorrent?
Meta sostiene in tribunale che l’upload automatico di libri pirata tramite BitTorrent durante il download di dataset (organizzata e strutturata di informazioni correlate,) per addestrare modelli IA rientri nel fair use (dottrina del diritto statunitense che permette di utilizzare materiale protetto da copyright senza autorizzazione). Gli autori contestano con forza questa tesi.
Come bloccare lo strapotere di Meta che condividei libri pirata via BitTorrent?
Meta sostiene in tribunale che l’upload automatico di libri pirata tramite BitTorrent durante il download di dataset (organizzata e strutturata di informazioni correlate,) per addestrare modelli IA rientri nel fair use (dottrina del diritto statunitense che permette di utilizzare materiale protetto da copyright senza autorizzazione). Gli autori contestano con forza questa tesi.
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere dei pericolosi browser dotati di IA?
Come bloccare lo strapotere dei pericolosi browser dotati di IA?
I nuovi browser basati sull'Intelligenza Artificiale promettono di rivoluzionare il nostro modo di vivere il web, agendo per conto nostro. Non sono sicuri.
I nuovi browser basati sull'Intelligenza Artificiale promettono di rivoluzionare il nostro modo di vivere il web, agendo per conto nostro. Non sono sicuri.
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
- cts

- Messaggi: 8279
- Iscritto il: 30 mar 2009 09:19
- Modello: ex Peugeot Satelis
- Cilindrata: 400
- Km percorsi: 52.400
Come bloccare lo strapotere di Facebook che vuole corrompere i più giovani con ricompense economiche??
Come bloccare lo strapotere di Facebook che vuole corrompere i più giovani con ricompense economiche?
«Mille dollari al mese se usate Facebook»: Zuckerberg paga i creator per rianimare il suo «vecchio» social. Se hai più di 100 mila follower su TikTok, YouTube oppure Instagram, Meta ti offre 1.000 dollari al mese per pubblicare reel sul social snobbato dai giovani. Diventano 3.000 per chi supera il milione di seguaci, ma c'è spazio anche per chi ha da 20 mila seguaci in su
«Mille dollari al mese se usate Facebook»: Zuckerberg paga i creator per rianimare il suo «vecchio» social. Se hai più di 100 mila follower su TikTok, YouTube oppure Instagram, Meta ti offre 1.000 dollari al mese per pubblicare reel sul social snobbato dai giovani. Diventano 3.000 per chi supera il milione di seguaci, ma c'è spazio anche per chi ha da 20 mila seguaci in su
FORUM PEUGEOT SCOOTERS CLUB ITALIANO
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Portale commerciale: http://www.gasparromoto.com/
Fumetti che leggo.
Torna a “Varie, leggi & valutazione concessionari”
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti