Le batterie del futuro saranno stampate in 3D
Sakuu Corporation, compagnia americana, ha sviluppato un processo che permetterà di creare batterie allo stato solido realizzate con la tecnologia della stampa 3D. L'obiettivo è quello di produrre delle celle di dimensioni più piccole e che si adattano con precisione a ogni forma senza lasciare spazi vuoti.
Le batterie prodotte secondo questo innovativo metodo saranno più leggere e consumeranno meno materie prime, tra il 30 e il 59% in meno.
2 ruote ed energie alternative
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Le batterie del futuro saranno stampate in 3D
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Re: 2 ruote ed energie alternative
Questa mi sembra una notizia rivoluzionaria...
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Litio, no grazie. Ecco le batterie agli ioni di alluminio
Litio, no grazie. Ecco le batterie agli ioni di alluminio
E’ la Graphene Manufacturing Group (GMG ) a rilanciarlo, parlando di «risultati entusiasmanti dei test sulle prestazioni» di questa nuova chimica di batteria agli ioni di alluminio. Potrebbe caricare infatti 10 volte più velocemente delle attuali agli ioni di litio, durare molto di più e senza necessità di raffreddamento.
E’ la Graphene Manufacturing Group (GMG ) a rilanciarlo, parlando di «risultati entusiasmanti dei test sulle prestazioni» di questa nuova chimica di batteria agli ioni di alluminio. Potrebbe caricare infatti 10 volte più velocemente delle attuali agli ioni di litio, durare molto di più e senza necessità di raffreddamento.
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Kymco, Super Soco e Felo. Accordo per lo swapping
Kymco, Super Soco e Felo. Accordo per lo swapping
Le tre Case firmano un accordo per sviluppare un sistema di batterie con uno standard comune
Della stessa serie:
Honda con KTM, Piaggio e Yamaha: insieme per un consorzio di batterie intercambiabili
I "Big Four" giapponesi uniti per la moto elettrica del futuro
Le tre Case firmano un accordo per sviluppare un sistema di batterie con uno standard comune
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Scooter a idrogeno? Mob-Ion lo mette in cartuccia
Scooter a idrogeno? Mob-Ion lo mette in cartuccia

La francese Mob-Ion ha sviluppato un modello del suo scooter elettrico alimentato da idrogeno verde. Ma è rivoluzionario soprattutto il sistema di rifornimento.
L’idrogeno, infatti, è stoccato in cartucce ricaricabili. Ciascuna garantisce 15 km di autonomia e si può sostituire in pochi secondi. Ogni scooter può tenerne a bordo tre o quattro, per un totale di circa 60 km di percorrenza. L’idrogeno alimenta celle a combustibile che producono l’energia elettrica per l’avanzamento del veicolo.
Idrogeno sì, ma in barattolo
Due ruote, un manubrio, fari. Visto dall’esterno, l’AM1 Powered by Stor-Hè un bello scooter green, ma non sembra molto diverso dagli altri sul mercato. Eppure lo scooter presentato lunedì scorso in Francia è rivoluzionario. Non è il primo tentativo di realizzare un veicolo a due ruote elettrico che utilizzi l’idrogeno anziché le batterie come stock di energia. Segway, per esempio, prevede di mettere sul mercato una motocicletta elettrica a idrogeno, la Apex H2, entro il 2023.
Ogni cartuccia 15 km di autonomia
Tuttavia quello di Mob-Ion è il primo ad immaginare un inedito sistema di rifornimento a cartuccia. E viene pubblicizzato addiritturasul sito ufficiale del governo francese.

Le cartucce dello scooter Mob-Ion hanno le dimensioni di una grande lattina e possono essere installate e rimosse in pochi secondi. Sono ricaricabili per un numero indefinito di volte, addirittura migliaia, durano dieci anni e sono integralmente riciclabili. Vengono riempite con idrogeno pulito, ricavato cioè dall’elettroilisi dell’acqua... tramite uso di energia elettrica.
Scooter a idrogeno, purché sia idrogeno “verde”
Oggi la stragrande maggioranza dell’idrogeno è prodotta oggi da un processo chiamato reforming da gas metano, che genera emissioni di CO2 . L’idrogeno verde al momento ha prezzi molto più elevati, da 2,5 a 5,5 euro al chilo, contro 1,5 euro al chilo nell’UE per l’idrogeno grigio. a Parigi ha un ambizioso piano di sviluppo per l’idrogeno verde, con uno stanziamento da 7 miliardi di euro.
L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ritiene perciò che il costo dell’idrogeno verde cadrà nel prossimo decennio, con la diffusione delle energie rinnovabili intermittenti e il miglioramento della tecnologia degli elettrolizzatori.
Christian Bruère è presidente di Mob-Ion. La società è nata nel 2016 per realizzare veicoli di mobilità leggera e sistemi di accumulo di energia. Perché uno scooter a idrogeno, gli è stato chiesto? «Il primo vantaggio- ha risposto Bruère- è la significativa riduzione dell’impronta di carbonio, perché l’idrogeno prodotto dalle energie rinnovabili non è solo sostenibile ma non emette CO². Come sappiamo, l’azione dell’idrogeno associato a una cella a combustibile per fornire elettricità al motore produce solo acqua»

Cartucce intercambiabili al distributore
Lo scooter è stato sviluppato in partnership con STOR-H Technologies già proprietaria della tecnologica per lo stoccaggio dell’idrogeno in cartuccia, mentre la parte ciclo e l’elettronica di controllo e alimentazione di bordo è fornita da Mob-Ion.
Nelle cartucce, spiega il fondatore di Mob-Ion, l’idrogeno è immagazzinato allo stato gassoso in “specie di spugne metalliche”, la pressione è molto bassa (da 9 a 10 bar). Non c’è rischio di esplosione. Il rifornimento è facilitato. Quando le cartucce sono vuote, basta recarsi presso il distributore più vicino e sostituirle con cartucce piene.
Il vantaggio rispetto alle batterie, sostiene Buère è che «con l’idrogeno l’autonomia è maggiore e il tempo di ricarica è molto veloce».

La francese Mob-Ion ha sviluppato un modello del suo scooter elettrico alimentato da idrogeno verde. Ma è rivoluzionario soprattutto il sistema di rifornimento.
L’idrogeno, infatti, è stoccato in cartucce ricaricabili. Ciascuna garantisce 15 km di autonomia e si può sostituire in pochi secondi. Ogni scooter può tenerne a bordo tre o quattro, per un totale di circa 60 km di percorrenza. L’idrogeno alimenta celle a combustibile che producono l’energia elettrica per l’avanzamento del veicolo.
Idrogeno sì, ma in barattolo
Due ruote, un manubrio, fari. Visto dall’esterno, l’AM1 Powered by Stor-Hè un bello scooter green, ma non sembra molto diverso dagli altri sul mercato. Eppure lo scooter presentato lunedì scorso in Francia è rivoluzionario. Non è il primo tentativo di realizzare un veicolo a due ruote elettrico che utilizzi l’idrogeno anziché le batterie come stock di energia. Segway, per esempio, prevede di mettere sul mercato una motocicletta elettrica a idrogeno, la Apex H2, entro il 2023.
Ogni cartuccia 15 km di autonomia
Tuttavia quello di Mob-Ion è il primo ad immaginare un inedito sistema di rifornimento a cartuccia. E viene pubblicizzato addiritturasul sito ufficiale del governo francese.

Le cartucce dello scooter Mob-Ion hanno le dimensioni di una grande lattina e possono essere installate e rimosse in pochi secondi. Sono ricaricabili per un numero indefinito di volte, addirittura migliaia, durano dieci anni e sono integralmente riciclabili. Vengono riempite con idrogeno pulito, ricavato cioè dall’elettroilisi dell’acqua... tramite uso di energia elettrica.
Scooter a idrogeno, purché sia idrogeno “verde”
Oggi la stragrande maggioranza dell’idrogeno è prodotta oggi da un processo chiamato reforming da gas metano, che genera emissioni di CO2 . L’idrogeno verde al momento ha prezzi molto più elevati, da 2,5 a 5,5 euro al chilo, contro 1,5 euro al chilo nell’UE per l’idrogeno grigio. a Parigi ha un ambizioso piano di sviluppo per l’idrogeno verde, con uno stanziamento da 7 miliardi di euro.
L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ritiene perciò che il costo dell’idrogeno verde cadrà nel prossimo decennio, con la diffusione delle energie rinnovabili intermittenti e il miglioramento della tecnologia degli elettrolizzatori.
Christian Bruère è presidente di Mob-Ion. La società è nata nel 2016 per realizzare veicoli di mobilità leggera e sistemi di accumulo di energia. Perché uno scooter a idrogeno, gli è stato chiesto? «Il primo vantaggio- ha risposto Bruère- è la significativa riduzione dell’impronta di carbonio, perché l’idrogeno prodotto dalle energie rinnovabili non è solo sostenibile ma non emette CO². Come sappiamo, l’azione dell’idrogeno associato a una cella a combustibile per fornire elettricità al motore produce solo acqua»

Cartucce intercambiabili al distributore
Lo scooter è stato sviluppato in partnership con STOR-H Technologies già proprietaria della tecnologica per lo stoccaggio dell’idrogeno in cartuccia, mentre la parte ciclo e l’elettronica di controllo e alimentazione di bordo è fornita da Mob-Ion.
Nelle cartucce, spiega il fondatore di Mob-Ion, l’idrogeno è immagazzinato allo stato gassoso in “specie di spugne metalliche”, la pressione è molto bassa (da 9 a 10 bar). Non c’è rischio di esplosione. Il rifornimento è facilitato. Quando le cartucce sono vuote, basta recarsi presso il distributore più vicino e sostituirle con cartucce piene.
Il vantaggio rispetto alle batterie, sostiene Buère è che «con l’idrogeno l’autonomia è maggiore e il tempo di ricarica è molto veloce».
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MXM, enduro elettrica da 47 cv per 110 kg
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La startup tedesca, nata dall'unione fra la ceca Hennlich e la tedesca Zwilling GmbH ha infatti presentato un prototipo che potrebbe rappresentare la soluzione perfetta tanto per i meno esperti, quanto per la pratica del fuoristrada in aree dove non è consentito il transito a mezzi spinti da motore endotermico.
La startup tedesca, nata dall'unione fra la ceca Hennlich e la tedesca Zwilling GmbH ha infatti presentato un prototipo che potrebbe rappresentare la soluzione perfetta tanto per i meno esperti, quanto per la pratica del fuoristrada in aree dove non è consentito il transito a mezzi spinti da motore endotermico.
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Energica continua a crescere dopo un già ottimo 2020
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Aumentano i rivenditori, cresce la produzione e anche il personale è sempre più numeroso
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Splach Transformer: il monopattino elettrico per l’off-road
L'unico (e il primo) monopattino elettrico da noi segnalato in questo topic.
Perché?
Seguite l'interessante link...
Splach Transformer: il monopattino elettrico per l’off-road
Il marchio californiano presenta un nuovo e intrigante e-scooter, perfetto per il pendolarismo quotidiano ma pronto ad avventurarsi anche nel fuoristrada.

Il prezzo? purtroppo, poco più di 3.500 euro agli attuali tassi di cambio...

Perché?
Seguite l'interessante link...
Splach Transformer: il monopattino elettrico per l’off-road
Il marchio californiano presenta un nuovo e intrigante e-scooter, perfetto per il pendolarismo quotidiano ma pronto ad avventurarsi anche nel fuoristrada.

Il prezzo? purtroppo, poco più di 3.500 euro agli attuali tassi di cambio...

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Luca Salvadori: “Stop ai motori termici dal 2035? Una completa pazzia, imposta solo per moda. Come Greta Thunberg”.
E per la prima volta ecco un'intervista a un personaggio che parla della mobilità elettrica fuori dal coro.
Tra le righe, quasi tutte le cose che dice sono sacrosante.
Luca Salvadori: “Stop ai motori termici dal 2035? Una completa pazzia, imposta solo per moda. Come Greta Thunberg”. E su Scanzi e Lucarelli: “Macchine social che sfruttano la pancia dell’italiano medio”

Tra le righe, quasi tutte le cose che dice sono sacrosante.
Luca Salvadori: “Stop ai motori termici dal 2035? Una completa pazzia, imposta solo per moda. Come Greta Thunberg”. E su Scanzi e Lucarelli: “Macchine social che sfruttano la pancia dell’italiano medio”

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Anno 2035: addio al motore endotermico in Europa?
Anno 2035: addio al motore endotermico in Europa?
Una proposta dell'UE fissa al 2035 il limite per la vendita di veicoli a benzina, diesel, Gpl, Metano e anche ibridi e plug-in
Entro il 2035 solo motori elettrici e a idrogeno. L'Unione Europea bandisce benzina, diesel, metano, Gpl e anche i veicoli ibridi plug-in. E la parte più impattante della proposta contenuta all'interno di “Fit for 55”. Si tratta di un unicum di riforme che puntano a ridurre del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto al 1990.
Dal 2035 sarebbero banditi tutti i motori endotermici da tutti i settori specialmente dalle automobili. Difficile quindi sperare che verranno risparmiate le moto. Di pari passo alle restrizioni l'Europa chiede un potenziamento in tutti gli Stati membri della rete di ricarica e in particolare l'installazione di colonnine ogni 60 km nelle Autostrade e punti di rifornimento per l'idrogeno ogni 150 km. In Italia si prevede entro la fine del 2022 di garantire una copertura autostradale appena sufficiente, mentre se si analizza la situazione europea la distribuzione delle colonnine è ad oggi molto disomogenea con Paesi che hanno una copertura piuttosto buona e altri molto indietro.
Per finanziare questi progetti verrà creato un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici che avrà un valore stimato di 70 miliardi di euro in 7 anni. Con questi incassi l'Europa potrebbe cofinanziare al 50% con gli Stati gli incentivi per l'acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici.
“Il principio è semplice: l’emissione di CO2 deve avere un prezzo; un prezzo sulla CO2 che incentivi consumatori, produttori e innovatori a scegliere le tecnologie neutrali, per andare verso prodotti puliti e sostenibili”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Se dal 2035 non verranno più venduti veicoli inquinanti si stima che entro il 2050 saranno pochissimi quelli ancora in circolazione. Nel frattempo si prevede che le auto di nuova immatricolazione riducano le emissioni del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2035 rispetto al 2021.
--
Fin qui la notizia.
La mia prima considerazione: i veicoli termici non potranno sparire, sicuramente saranno osteggiati dappertutto ma... il prezzo della benzina, con un mercato in contrazione, quale sarà in Italia?
Diminuirà a causa della diminuzione della domanda oppure aumenterà vertiginosamente perché per i vecchi veicoli a motore endotermico non ci saranno alternative?
Seconda considerazione: a che cosa serve la riduzione delle emissioni in Europa se India e Cina continuano ad inquinare come non mai?
Comunque piuttosto che niente è meglio piuttosto, visto anche che l'inquinamento dato dalla mobilità privata incide ora per il 25 % sul totale terrestre, l'altro 75 % non viene quasi toccato ...
Una proposta dell'UE fissa al 2035 il limite per la vendita di veicoli a benzina, diesel, Gpl, Metano e anche ibridi e plug-in
Entro il 2035 solo motori elettrici e a idrogeno. L'Unione Europea bandisce benzina, diesel, metano, Gpl e anche i veicoli ibridi plug-in. E la parte più impattante della proposta contenuta all'interno di “Fit for 55”. Si tratta di un unicum di riforme che puntano a ridurre del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030 rispetto al 1990.
Dal 2035 sarebbero banditi tutti i motori endotermici da tutti i settori specialmente dalle automobili. Difficile quindi sperare che verranno risparmiate le moto. Di pari passo alle restrizioni l'Europa chiede un potenziamento in tutti gli Stati membri della rete di ricarica e in particolare l'installazione di colonnine ogni 60 km nelle Autostrade e punti di rifornimento per l'idrogeno ogni 150 km. In Italia si prevede entro la fine del 2022 di garantire una copertura autostradale appena sufficiente, mentre se si analizza la situazione europea la distribuzione delle colonnine è ad oggi molto disomogenea con Paesi che hanno una copertura piuttosto buona e altri molto indietro.
Per finanziare questi progetti verrà creato un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici che avrà un valore stimato di 70 miliardi di euro in 7 anni. Con questi incassi l'Europa potrebbe cofinanziare al 50% con gli Stati gli incentivi per l'acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici.
“Il principio è semplice: l’emissione di CO2 deve avere un prezzo; un prezzo sulla CO2 che incentivi consumatori, produttori e innovatori a scegliere le tecnologie neutrali, per andare verso prodotti puliti e sostenibili”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Se dal 2035 non verranno più venduti veicoli inquinanti si stima che entro il 2050 saranno pochissimi quelli ancora in circolazione. Nel frattempo si prevede che le auto di nuova immatricolazione riducano le emissioni del 55% entro il 2030 e del 100% entro il 2035 rispetto al 2021.
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La mia prima considerazione: i veicoli termici non potranno sparire, sicuramente saranno osteggiati dappertutto ma... il prezzo della benzina, con un mercato in contrazione, quale sarà in Italia?
Diminuirà a causa della diminuzione della domanda oppure aumenterà vertiginosamente perché per i vecchi veicoli a motore endotermico non ci saranno alternative?
Seconda considerazione: a che cosa serve la riduzione delle emissioni in Europa se India e Cina continuano ad inquinare come non mai?
Comunque piuttosto che niente è meglio piuttosto, visto anche che l'inquinamento dato dalla mobilità privata incide ora per il 25 % sul totale terrestre, l'altro 75 % non viene quasi toccato ...
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