La Casa indiana ha depositato il nome Freerider e con questo brand Bajaj commercializzerà esclusivamente veicoli elettrici







Il discorso "costi" può infatti valere per te auto, che percorrono decine o anche centinaia di migliaia di chilometri nell'arco della loro vita e hanno un consumo km/l più alto. In media, però, una moto sportiva copre tra i 5 ed i 10.000 Km all'anno, ed è poco probabile che superi i 70.000 Km nell'arco di 10 anni di vita. Se si riescono a percorrere 20 Km/l - una cifra ammissibile anche sulle supersportive moderne - la moto consumerà complessivamente 3.500 litri di benzina prima di venir rottamata. Al prezzo corrente, fanno circa 5.000 euro di benzina in dieci anni, più o meno 500 euro all'anno, che non giustificano il prezzo in più da pagare per un eventuale moto elettrica. Se anche quest'ultima costasse solo 1.000 euro più di una equivalente a scoppio, ci vorrebbero anni per ammortizzare la spesa iniziale.
Certo, per gli automobilisti può avere più senso. È molto probabile che spendano 3-4.000 euro o più di carburante ogni anno, e in questo caso sborsare qualche soldo in più per un veicolo ibrido o elettrico può essere conveniente dal punto di vista finanziario.
Ma se poi analizziamo gli scooter - dove si sta concentrando gran parte dell'attenzione dell'industria delle due ruote elettriche - i dati sono anche peggiori. La maggior parte degli scooteristi non spende più di 200 euro di benzina all'anno [per circa 3.000km di percorrenza), e la vita utile di uno scooter tende ad essere molto più corta di quella di una moto di grossa cilindrata, rendendo matematicamente quasi impossibile la realizzazione di un risparmio, a meno che il costo iniziale dello scooter non sia inferiore, o almeno pari, a quello di uno analogo a benzina.
Si, è vero che la maggior parte dei motori elettrici convenzionali offre tutta la coppia disponibile fin dalle più basse velocità di rotazione, ma la curva di coppia precipita con il salire dei giri, seguendo all'incirca un andamento lineare che decresce dalla massima coppia a zero giri, a zero coppia al massimo dei giri. Per un motore da moto, questo è un comportamento altamente indesiderabile. Provate a far salire i giri di una moto a propulsione tradizionale fino al regime di coppia massima, dopodiché lasciate la frizione: quando vi sarete rialzati, dopo esservi ribaltati e schiantati a terra, avrete capito che è molto più desiderabile avere una curva di coppia che aumenti gradualmente, in maniera più o meno lineare con il salire dei giri. O ancora meglio che sia costante.
BIO-CARBURANTI
All'estremità più facilmente accessibile della scala delle alternative, troviamo i biocarburanti, creati da piante piuttosto che dalle sabbie bituminose o dal petrolio estratto dai pozzi petroliferi con i rischi che ne conseguono; pensate ai recentissimi eventi nel Golfo del Messico. In teoria, il procedimento di coltivazione del carburante dovrebbe controbilanciare tutta la C02 emessa nella sua combustione nel motore. In realtà la vicenda non è cosi semplice, perché le enormi quantità di piante richieste per fornire quantità accettabili di carburante creano un loro separato problema di sostenibilità ambientale. Per capirci, in Madagascar, le piantagioni dove si fanno crescere i cactus destinati alla produzioni di imballaggi "rispettosi dell'ambiente", finiscono per distruggere l'ecosistema locale, e tutti gli animali che lo abitano.
La UE offre dei "super crediti" sui veicoli ad emissioni zero, quindi, per ciascuna auto elettrica venduta, se ne possono vendere altre 3,5 nella fascia "ad alte emissioni” - la parte più remunerativa di tutto il mercato, ovvero i SUV e simili. Un recente rapporto compilato da parte di Friends of the Earth, Greenpeace e Trasporti ed Ambiente, avverte che, continuando con questa strategia, se le auto elettriche dovessero arrivare a rappresentare il 10% del mercato, i modelli ad alte emissioni che le case sarebbero autorizzate a vendere sarebbero responsabili di un aumento del consumo di petrolio e di emissioni di CO2 del 20%. rispetto ai livelli correnti...
A sentire i guru del marketing, ci sono tanti motivi per compare un veicolo elettrico. Peccato che non si parli mai di estetica
A. dirla tutta, se qualcuno ha seriamente a cuore la quantità di CO2 prodotta dalla propria moto, qualcosa che si possa fare subito c'è. È facile, e non è nemmeno costoso.
Una moto che fa 17 Km/l, e percorre 5.000 Km all’anno, emette circa 0,63 tonnellate di CO2 ogni anno.
Sembra parecchio, giusto? 630Kg di un gas che praticamente non ha peso. E infatti, se andiamo a vedere, equivalgono ad un volume di 320.670 litri alla pressione atmosferica al livello del mare.
Un solo albero, però, nel corso della propria vita, in media, assorbe quasi il doppio di quel valore.
Se dunque piantiamo un albero ogni 18 mesi o giù di lì, avremo bilanciato le emissioni di CO2 della nostra moto.
Esistono addirittura delle ditte che, al posto vostro, si preoccupano di "assorbire” le vostre emissioni, tramite la semina di boschi. Oltretutto facendosi beffe delle assurde tasse sui carburanti, perché il costo per assorbire una tonnellata di CO2 - fondamentalmente il costo di un albero - comincia attorno ai 9 euro. Per il costo di una moto elettrica - che ipotizziamo attorno agli 8.500 euro - si potrebbero piantare alberi sufficienti a guidare, in santa pace e con la coscienza pulita, per 1.400 anni.
E, con un po’ di fortuna, si spera che nell'anno 3410 qualcuno abbia tirato fuori un'idea un po’ migliore della moto elettrica...




"Tavares, il numero uno di Stellantis, ha ricordato che per certe classi sociali sarà impossibile accedere all’acquisto di una vettura elettrica nel breve periodo"
stando a quanto dichiarato, infatti, la decisione di passare all’elettrico in termini così brevi sarebbe imposto “dall’alto” direttamente dai governi.
Per almeno 5 anni, infatti, non sarà possibile produrre auto elettriche davvero economiche e l’abolizione progressivo delle varianti endotermiche creerà una voragine nel parco auto circolante.







A dispetto della diffidenza, sarebbe consigliabile provarne una prima di giudicare. Il problema è che provarne una è già di suo un impresa: Live-wire ce ne sono disponibili sei in tutto il nord, Energica ha 6 concessionari in tutta Italia, Zero ha il locator con l'opzione 250km fissa, perchè al di sotto non da risultati. Più che volerla comprare bisogna prima capire se te la vogliono vendere, perchè se sperano di piazzare moto a scatola chiusa come fanno con le Tesla hanno fatto i conti senza l'oste.
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