2 ruote ed energie alternative
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cts , il risparmio é indicato solo cumulativamente o c'é anche il calcolo medio per "settore" (quanto per i consumi? quanto per il bollo ? quanto per l'assicurazione ?) . mi sembra davvero tanto!
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Quello è il cumulativo, ma purtroppo non so dirti altro perché è un dato dichiarato da Ecostrada. Dovrei controllare sul loro sito se hanno specificato in maniera più dettagliata la quantificazione. Se trovo questi dati te li riporto, ciao.
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Scooter ibrido Eko ET-120
L’ET-120 che vedete nella foto è uno scooter ibrido realizzato dalla Eko Vehicles che sta per essere immesso sul mercato indiano. Con uno stile in linea con i mezzi che circolano in medio oriente, Eko ET-120 è in grado di percorrere 280 miglia (circa 450 km) con 1 gallone benzina (1 gallone Usa = 3,79 litri), circa 118 km con un solo litro di benzina.
Eco Hybrid ET-120 è stato sviluppato a Bangalore nel sud dell’India, dove ha base la Eko Vehicles, in collaborazione con una società americata. Eko ET-120 è equipaggiato con un motore a benzina da 70cc accoppiato ad un motore elettrico. L’autonomia è limitata a 40 miglia ed il suo prezzo è di soli 855 dollari.
Questa specie di scooter/ciclomotore, comunque, non la vedremo mai in Italia/Europa.
Fonte: http://www.motoblog.it
L’ET-120 che vedete nella foto è uno scooter ibrido realizzato dalla Eko Vehicles che sta per essere immesso sul mercato indiano. Con uno stile in linea con i mezzi che circolano in medio oriente, Eko ET-120 è in grado di percorrere 280 miglia (circa 450 km) con 1 gallone benzina (1 gallone Usa = 3,79 litri), circa 118 km con un solo litro di benzina.
Eco Hybrid ET-120 è stato sviluppato a Bangalore nel sud dell’India, dove ha base la Eko Vehicles, in collaborazione con una società americata. Eko ET-120 è equipaggiato con un motore a benzina da 70cc accoppiato ad un motore elettrico. L’autonomia è limitata a 40 miglia ed il suo prezzo è di soli 855 dollari.
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Non mi piace ma... E' FANTASTICO!!! Centodiciotto chilometri con un litro...
Gli 855 dollari, al cambio attuale, sono circa 600 euro.
Ed immagino che l'autonomia di 40 km si riferisca alla sola trazione elettrica.
Me lo comprerei, in caso di austerity (vedi anni '70) sarebbe utile.
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Ed immagino che l'autonomia di 40 km si riferisca alla sola trazione elettrica.
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Anche a me non piace, quel freno a disco anteriore poi è antidiluviano... ma prezzo di 600 euro e consumo di 118 Km/litro sono favolosi! Me lo comprerei anche io, nelle nostre città sarebbe un toccasana per l'inquinamento e le nostre tasche...
Non conosco la velocità massima del mezzo, ma questi paesi del terzo mondo ci stanno sopravanzando pure nelle questioni ambientali (notatelo) con proposte terribilmente concrete.... :roll: (ad esempio, il Brasile è molto avanti con i combustibili per trazione derivati dalla barbabietola).
Non conosco la velocità massima del mezzo, ma questi paesi del terzo mondo ci stanno sopravanzando pure nelle questioni ambientali (notatelo) con proposte terribilmente concrete.... :roll: (ad esempio, il Brasile è molto avanti con i combustibili per trazione derivati dalla barbabietola).
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epo-bike: una protagonista del prossimo camponato FIM ePower
Uno studente tedesco di ingegneria, che risponde al nome di Christian Amendt, è il primo partecipante confermato della ePower Electric Motorcycle Race Series. Un nuovo campionato dedicato alle moto elettriche. La sua Epo-Bike è basata su telaio e sovrastrutture di una Honda RS125R e ha prestazioni davvero interessanti.
Christian ha concentrato il suo progetto sulla filosofia inglese del contenimento dei pesi, ottenendo una massa di soli 115kg, mentre il sistema propulsivo è composto da un singolo motore da 96 Volt e 3kWh (4,02 CV). Le batterie che alimentano il motore sono delle Lemco D135, della serie precedente a quelle vittoriose al TTXGP sulla Agni.
Queste caratteristiche tecniche, portano a 74 Nm di coppia massima, e una velocità di punta di 111mph (178,64 km/h), davvero niente male! Il campionato ePower, che ha tutte le licenze internazionali FIM necessarie, accompagnerà la MotoGP e la SuperBike in molti round mondiali, e otterrà la visibilità che un progetto di questo tipo merita.
Fonte: http://www.motoblog.it
Uno studente tedesco di ingegneria, che risponde al nome di Christian Amendt, è il primo partecipante confermato della ePower Electric Motorcycle Race Series. Un nuovo campionato dedicato alle moto elettriche. La sua Epo-Bike è basata su telaio e sovrastrutture di una Honda RS125R e ha prestazioni davvero interessanti.
Christian ha concentrato il suo progetto sulla filosofia inglese del contenimento dei pesi, ottenendo una massa di soli 115kg, mentre il sistema propulsivo è composto da un singolo motore da 96 Volt e 3kWh (4,02 CV). Le batterie che alimentano il motore sono delle Lemco D135, della serie precedente a quelle vittoriose al TTXGP sulla Agni.
Queste caratteristiche tecniche, portano a 74 Nm di coppia massima, e una velocità di punta di 111mph (178,64 km/h), davvero niente male! Il campionato ePower, che ha tutte le licenze internazionali FIM necessarie, accompagnerà la MotoGP e la SuperBike in molti round mondiali, e otterrà la visibilità che un progetto di questo tipo merita.
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Cts ha scritto:Christian ha concentrato il suo progetto sulla filosofia inglese del contenimento dei pesi...
E' la filosofia giusta, oltre che esser la sua.
Talvolta mi chiedo perche' le case costruttrici, automobilistiche e motociclistiche, si ostinino ad equipaggiare di batterie i pesanti ed ingombranti modelli di serie; immediatamente mi rispondo che i relativi telai sono gia' omologati e nessuno salirebbe, anche per una questione di sicurezza, su un'auto che pesa 300 kg anziche' 1000.
Eppure la natura e' riuscita a far volare gli uccelli rendendo cave e leggere le loro ossa, nonche' far nuotare i pesci adottando l'aerodinamica/idrodinamica piu' spinta e dando loro la forma del "fuso", dal CX impressionante.
L'attuale stagnante situazione, con alti pesi ed alte sezioni frontali, costringe a produrre gli ibridi per rendere veramente fruibile la trazione elettrica, ed il rapporto potenza/massa degli accumulatori e' ancora insufficiente per rendere i veicoli puramente elettrici veramente pratici, anche se si utilizza le celle a ioni di litio.
Occorre in pratica progettarli ex-novo, fregandosene dell'estetica risultante in quanto, probabilmente, potremmo viaggiare con leggere auto biposto (e scooters) ma dalla forma simile ad un pesce.
E con le ruote, ma strette...
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mix ha scritto:Occorre in pratica progettarli ex-novo, fregandosene dell'estetica ...
Questa è la cosa più difficile: purtroppo un'auto (o una moto) ecologica ma brutta non la comprerebbe nessuno.
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Da motoblog.it:
Matra e-MO+: un nuovo ciclomotore elettrico
(nell'immagine: la versione e-MO con freno a tamburo e senza ammortizzatori posteriori)
Matra dopo aver presentato il concept elettrico MS1, si ributta nella mischia proponendo il nuovo e-MO+. Esposto e apprezzato durante le Giornate Professionali della Moto a Lione, si tratta di un ciclomotore completamente elettrico, dal design innovativo che strizza l’occhio a i ciclomotori del passato, e ricorda molto il Ciao o i classici tuboni anni 90.
In quanto ciclomotore, la velocità massima è di 45km/h, ma ha un freno a disco anteriore, forcella idraulica, doppio ammortizzatore posteriore e pneumatici di tipo tubeless. L’azienda produttrice si chiama E-Ton, è taiwanese, e lancerà sul mercato l’e-MO+ con il logo Matra e un kit di accessori ad hoc, fra i quali compare anche una batteria che consente il 50% in più di autonomia. Il prezzo, sarà allineato alle altre proposte elettriche del mercato: 1.990€
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In quanto ciclomotore, la velocità massima è di 45km/h, ma ha un freno a disco anteriore, forcella idraulica, doppio ammortizzatore posteriore e pneumatici di tipo tubeless. L’azienda produttrice si chiama E-Ton, è taiwanese, e lancerà sul mercato l’e-MO+ con il logo Matra e un kit di accessori ad hoc, fra i quali compare anche una batteria che consente il 50% in più di autonomia. Il prezzo, sarà allineato alle altre proposte elettriche del mercato: 1.990€
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Burgman Fuel Cell: primi test a Londra
Intelligent Energy e Suzuki Motor Corporation hanno presentato il Burgman a celle combustibili, Burgman Fuel Cell appunto, nel cuore di Londra. Esibito per la prima volta al Motor Show di Tokyo del 2009, la tecnologia adottata sul Burgman Fuel Cell deriva dal prototipo Crosscage, presentato nello stesso Salone di Tokyo ma nel 2007. Obiettivo di Suzuki per il Burgman Fuel Cell quello di garantire la sua nota maneggevolezza e facilità di utilizzo abbinando emissioni pari a zero.
Il Vice Sindaco di Londra, Kit Malthouse, che ha preso parte all’inaugurazione dell’evento, ha dichiarato:
“Alla città di Londra è stato affidato il compito di introdurre la tecnologia a idrogeno e le infrastrutture per poter supportare questa scelta, e il Burgman Fuel Cell dimostra come la riduzione di anidride carbonica e il conseguente miglioramento dell’aria che respiriamo può essere raggiunto con veicoli già esistenti”.
Il Suzuki Burgman Fuel Cell è equipaggiato con l’ultima versione di celle combustibili prodotte dall’azienda Britannica “Intelligent Energy” ed è alimentato da un cilindro d’idrogeno, che può essere ricaricato in pochi minuti con un’autonomia pari a circa 350 km, comparabile quindi con il Burgman ad alimentazione tradizionale. Un piccolo passo quello della Casa di Hamamatsu verso la produzione di mezzi ad emissioni zero. Una strada da imitare.
“Lo scooter a celle combustibili è l’ultimo successo commerciale nato dal rapporto siglato tra Suzuki e Intelligent Energy - ha commentato Dr.Henri Winand, CEO della Intelligent Energy - Il motore a celle combustibili per i motocicli è stato progettato per il mondo reale e può essere utilizzato per il mercato globale nel futuro prossimo. I mezzi equipaggiati con questa nuova alimentazione avranno bisogno di un periodo di test. Le due società renderanno noti i dettagli del primo road test pubblico del Burgman Fuel Cell entro la fine dell’anno. Il primo test sarà organizzato inizialmente a Loughborough per poi essere estesi a città come Londra, dove i veicoli a emissioni zero vedono il loro maggiore potenziale”.
Da www.motoblog.it
Intelligent Energy e Suzuki Motor Corporation hanno presentato il Burgman a celle combustibili, Burgman Fuel Cell appunto, nel cuore di Londra. Esibito per la prima volta al Motor Show di Tokyo del 2009, la tecnologia adottata sul Burgman Fuel Cell deriva dal prototipo Crosscage, presentato nello stesso Salone di Tokyo ma nel 2007. Obiettivo di Suzuki per il Burgman Fuel Cell quello di garantire la sua nota maneggevolezza e facilità di utilizzo abbinando emissioni pari a zero.
Il Vice Sindaco di Londra, Kit Malthouse, che ha preso parte all’inaugurazione dell’evento, ha dichiarato:
“Alla città di Londra è stato affidato il compito di introdurre la tecnologia a idrogeno e le infrastrutture per poter supportare questa scelta, e il Burgman Fuel Cell dimostra come la riduzione di anidride carbonica e il conseguente miglioramento dell’aria che respiriamo può essere raggiunto con veicoli già esistenti”.
Il Suzuki Burgman Fuel Cell è equipaggiato con l’ultima versione di celle combustibili prodotte dall’azienda Britannica “Intelligent Energy” ed è alimentato da un cilindro d’idrogeno, che può essere ricaricato in pochi minuti con un’autonomia pari a circa 350 km, comparabile quindi con il Burgman ad alimentazione tradizionale. Un piccolo passo quello della Casa di Hamamatsu verso la produzione di mezzi ad emissioni zero. Una strada da imitare.
“Lo scooter a celle combustibili è l’ultimo successo commerciale nato dal rapporto siglato tra Suzuki e Intelligent Energy - ha commentato Dr.Henri Winand, CEO della Intelligent Energy - Il motore a celle combustibili per i motocicli è stato progettato per il mondo reale e può essere utilizzato per il mercato globale nel futuro prossimo. I mezzi equipaggiati con questa nuova alimentazione avranno bisogno di un periodo di test. Le due società renderanno noti i dettagli del primo road test pubblico del Burgman Fuel Cell entro la fine dell’anno. Il primo test sarà organizzato inizialmente a Loughborough per poi essere estesi a città come Londra, dove i veicoli a emissioni zero vedono il loro maggiore potenziale”.
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