Hai ragione Mario, e' per questo che ad essere in crisi sono i geopolisti e non i satelisti. Ma soprassediamo sul metodo...Mariog75 ha scritto:le foto sono di un Satelis che ha la possibilità di accedere alla batteria anche se essa fosse scarica!
Ho un Satelis e ad esso ho scattato le foto, sperando che il discorso possa filare liscio anche per il Geopolis.
Vero anche questo ma l'obiettivo era quello di fornire una soluzione immediata senza costringere chi ci legge ad armeggiare troppo.Mariog75 ha scritto:potrebbe essere realizzato in maniera più pulita con il cavo di ricarica di un vecchio telefonino con due semplici uscite (positivo e negativo).
Tutti noi possediamo dei cacciaviti e molti hanno pure i cavi d'emergenza. Ah, dimenticavo l'automobile!
I caricabatterie da auto solitamente incorporano al loro interno un fusibile di protezione che, considerato l'assorbimento di circa 1 Ampere da parte del telefonino in funzione e/o ricarica, ha una corrente nominale attorno ai 2 Ampere.
Ma non e' tutto: questi oggetti incorporano anche un convertitore switching DC-DC (riduce la tensione da 12 a circa 5 volts ed ha un alto rendimento), che deve essere bypassato per collegare il cavo d'uscita ai contatti che verranno inseriti nella presa dello scooter.
Quindi un lavoro sicuro e ben fatto si realizza mediante lo smontaggio, acquistando una semplice spina per presa accendisigari oppure comprando in un banchetto un qualsiasi economico accessorio per auto, per asportarne la relativa spina.
Ma a corredo di questa operativita' e' necessario verificare le polarità, quindi occorrerebbe anche un multimetro digitale o uno strumento similare...
A fronte di queste difficolta' ho tardivamente aggiunto l'isolamento degli steli dei cacciaviti con nastro isolante, altro oggetto che molti di noi possiedono.
Si, corretto. E qui casca Mix, cioe' l'asino...Mariog75 ha scritto:ho sentito il mio meccanico e mi dice che così facendo salta il fusibile
Questo rischio e' inesistente se la batteria era stata scollegata dall'impianto elettrico: in questo caso la nostra fonte esterna di tensione alimenta unicamente i rami del circuito elettrico del nostro scooter che, se non provocavano prima un anomalo assorbimento di tensione, non lo fanno neppure ora.
Se invece la batteria e' collegata e scarica, la situazione si complica: essa e' in grado di appropriarsi di una consistente parte della corrente fornita dall'esterno, superando anche quella nominale del fusibile che alimenta la presa dei servizi (accendisigari), che nel Satelis e' da 10 Ampere.
L'entita' di tale corrente dipende dalle tensioni e dalle resistenze in gioco.
Nella guida ho indicato di tenere spento il motore; con tale accorgimento i Volts della batteria esterna si attestano a circa 12,6 anziche' ad oltre 13,5.
Un consiglio che non ho dato e' di utilizzare cavi d'emergenza scadenti, inutili per avviare un'auto in panne ma dotati di una resistenza piu' alta, che limita ulteriormente la corrente circolante.
Una valida soluzione e' di fornire tensione alla presa accendisigari attraverso una normale lampadina da auto da 55-60W: entrambi i filamenti assorbono un massimo di 5 Ampere ciascuno, rivestendo la funzione di limitatori della massima corrente che attraversa il circuito.
E' per tutti questi motivi che la guida era essenziale...
P.S.: Mario, e se in alternativa introducessimo corrente attraverso i cablaggi dei fari? Anto potrebbe farcela...






