Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Il nuovo "tre ruote" della Casa del Leone che strizza l'occhio al mondo automoblistico.
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Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Messaggioda cts » 05 lug 2013 00:19

Grazie al nostro MarioG75, abbiamo ricevuto all'epoca le prima foto del nuovo Metropolis 400i, presentato sul suolo italico all'EICMA di Milano, dall'8 al 13 novembre 2011.

Lo scorso mese la stampa specializzata italiana ha avuto occasione di effettuare una breve prova su strada in anteprima del nuovo scooter a tre ruote di Peugeot, mentre noi di Peugeotscootersclub.it lo abbiamo provato un po' più tardi.
In questo topic riporteremo quindi tutte le impressioni della stampa specializzata, però il posto d'onore spetterà ai nostri 3 tester che hanno effettuato la prova su strada in una maniera anomala, come se si trattasse di un'intervista-comparativa e soprattutto non mettendosi nei panni degli esperti tester delle riviste (o dei siti) specializzate, ma mettendosi nei panni degli utenti comuni, quelli che trovano subito pregi e difetti di una soluzione pratica che spesso sfugge ai progettisti o agli stessi tester specializzati!

Per quanto riguarda le caratteristiche del veicolo oggetto della prova, vi invitiamo a leggere i post seguenti, noi prima vi presentiamo i nostri 3 tester per farvi comprendere quanto sono vicini a noi questi utilizzatori!

• Mix (Satelis 400): "Ho un Satelis perché' cercavo uno scooter dal prezzo conveniente, che avesse un motore Piaggio MASTER, un'autostradale cilindrata 400 dall'esiguo costo assicurativo, un capiente sottosella, una buona protezione aerodinamica.

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Lo scooter ha rimpiazzato il precedente scooter 250 cc. e sostituito la mia auto personale; esso viene utilizzato saltuariamente ma in tutte e quattro le stagioni, nonostante io abiti in pianura Padana dove freddo, umidità e nebbia raggiungano spesso intensità ragguardevoli.
Sono uno "scooterista convinto" ed entusiasta della trasmissione CVT; se non esistesse questa tipologia di due ruote opterei per una moto con carena molto protettiva e di bassa cilindrata, oppure ricomprerei un'utilitaria diesel o GPL, ma con cambio robotizzato".


• Edogeo (Geopolis 400):"Il mio acquisto era direzionato su uno scooter, visto che ha la possibilità di essere usato per un periodo più lungo durante l’anno essendo protettivo, con scudo e parabrezza, la pedana che ripara dalle pozzanghere, il tutto ulteriormente condito da un variatore automatico. Dopo un’analisi di cilindrate e design, la mia scelta è comunque caduta su un ruote alte, era mia intenzione acquistare un Beverly 400, quello che mi piaceva di più sia esteticamente che per la motorizzazione 400 cm³, la cilindrata giusta per i costi di gestione ed il motore Piaggio era una garanzia.

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Girando ulteriormente per la scelta dello scooter ho visto in esposizione il Geopolis ed il Satelis, il primo in cilindrata 250 ed il secondo invece anche 400.
L’impatto con il Geopolis è stato un colpo di fulmine, quel disegno cosi perfetto mi aveva conquistato, convinto che la motorizzazione 400 non sarebbe tardata ad arrivare, ho atteso pazientemente. Nel frattempo mi sono documentato e sulla carta il motore MASTER 400 era addirittura migliorato in consumi e prestazioni, a differenza del Beverly montava anche una trapezio che annullava le vibrazioni, il vano sottosella non era un granché ma con un bauletto e contrappesi avrei risolto anche questo problema.
L’ho acquistato ed inizialmente ne ero felice, poi sono iniziati i problemi di spegnimento noti a tutti, le vibrazioni erano comunque notevoli, specialmente la manopola dell’acceleratore e nonostante i contrappesi il manubrio fa comunque “ghirigoro”.
Comunque il Geopolis è un mezzo discreto in rapporto qualità prezzo e una volta che i difetti vengono assimilati non resta altro che girare il gas e partire. "
.

• Andrea81 (Satelis 250): "Uso lo scooter praticamente 366 giorni all'anno, ho anche un'auto - con cambio robotizzato - ma la uso solo in caso di estrema necessità, non importa il tempo e la destinazione, lo uso per andare al lavoro - circa 80km al giorno - lo uso andare in ferie, lo uso per il tempo libero, per fare la spesa... sempre.

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Attualmente ho un Satelis RS 250, scelto per la sua razionalità, vano di carico fra i migliori della categoria - dimensioni e forma-, per i consumi risibili e non ultimo perché precedentemente ho avuto - e conservo gelosamente in garage - un altro scooter Peugeot, uno Speedfight 50 LC, la cui affidabilità è stata nel tempo a dir poco eccezionale, scelto a sua volta dopo aver constatato l'affidabilità quasi militare del Peugeot Fox di mio nonno, e anche per l'estetica accattivante, ancora attuale oggi secondo me.
Tre cose sono per me fondamentali per uno scooter, per l'uso che ne faccio.
-il vano sottosella deve essere come la borsa di Mary Poppins, deve starci di tutto... le mie giornate sono molto frenetiche e spesso devo portare con me borse, attrezzature elettroniche, a volte persino utensili, vestiti di cambio se la sera ho qualche appuntamento;
-consumare pochissimo, non perché sono tirchio ma perché percorro moltissimi km e a fine mese la voce benzina si fa sentire;
-la praticità, usandolo sempre è lui che deve adattarsi alle mie esigenze e non io a lui, deve essere agile, sicuro, comodo, robusto... e per robusto intendo dire che in caso di un inconveniente, come una scivolata sul ghiaccio - come mi è capitato quest'inverno- non si rovini eccessivamente e soprattutto non sia troppo onerosa e complessa la riparazione."
.

E adesso passiamo a dare la parola ai nostri tre "utilizzatori comuni" sul Metropolis.


• Avete discusso con Peugeot Scooters Italia di com'è nato questo progetto?

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• Mix: Sì. Nonostante gli esigui numeri di vendita, confrontati con i normali scooter e le moto, il mercato dei tre ruote e' dominato per l'80 % dagli LT - large trade= carreggiata larga -, guidabili a 18 anni con la patente auto. Nota: anche se il motore 400i ha bassissime emissioni, superiori anche all'euro 3, esso viene relegato nella categoria LT che e' esclusivamente euro 2.
Metropolis si rivolge agli automobilisti che desiderano un mezzo per muoversi agilmente nel traffico. Altro obiettivo e' sostituire la seconda auto della famiglia. L'ambiente d'utilizzo e' quello cittadino, con possibilità d'uso extraurbano ed autostradale.


• Che cosa distingue questo prodotto Peugeot da altre proposte simili di altri costruttori europei?

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• Mix: E' il primo mezzo interamente Peugeot e costruito con l'ausilio di Peugeot Auto, quindi un poco si discosta dall'attuale mondo Peugeot scooters. In questo modo, dalle biciclette passando per le due-tre ruote e finendo alle auto c'è un'unica linea, con comuni tratti distintivi.
Poi i fari, alcuni particolari della carrozzeria, il cruscotto, la smart key, la rilevazione della pressione gomme ed altri dettagli sono tutti "pezzi d'auto" inglobati in uno scooter destinato ad un target di clienti automobilistico, come precedentemente evidenziato.


• Dove e come si è svolta la vostra impressione di guida su strada?

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• Mix: Avevamo a disposizione due Metropolis di colore rosso, inizialmente guidati da Andrea81 e da Edogeo; al seguito c'erano un Satelis 300 (accompagnatore Peugeot) ed io, con il mio Satelis 400.
Il percorso si snodava attraverso le strade cittadine di Milano con imbocco di strade a scorrimento veloce e tangenziale.
Entrambi, Andrea81 e Edogeo, sembravano aver familiarizzato in fretta con il mezzo, affrontando le rotonde in modo disinvolto nonostante le critiche e le segnalazioni dei tester della stampa.


• Ecco un primo appunto importante. Il mezzo è facile da guidare? Intuitivo?

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• Mix: Ho immediatamente familiarizzato con questo scooter a tre ruote, nonostante mai io abbia guidato un triciclo motorizzato. Lo sterzo è leggermente meno maneggevole nelle rotonde, fattore compatibile con la complicata struttura dell'avantreno. La prova zig-zag in rettilineo rivela un'agilità sorprendente!
La manovrabilità a bassissime velocità - vedi note dei giornalisti - avviene senza particolari difficoltà.

• Edogeo: All’accensione si sente il suono rotondo del motore, salito in sella lo scooter trasmette subito una certa sicurezza, accelerando si comincia a sentire la pesantezza dell’avantreno che aumentando la velocità diventa più intuitivo anche se alla prima curva l’impressione è che faccia fatica a curvare come vuoi tu.
• Andrea81: Come agilità mi ha sorpreso, eccetto la prima rotonda fatta a 20 chilometri all'ora perché non riuscivo a piegarlo (e comunque tende molto a sottosterzare), ho preso confidenza e non solo era facile e agile ma dava davvero un grande senso si sicurezza, le buche le assorbiva in modo impeccabile.

• Ok, ma la guida del Metropolis richiede particolari accorgimenti?

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• Mix: È necessario ricordarsi di avere anteriormente due affiancate anziché una sola al centro, se si viaggia troppo vicino al marciapiede lo si tocca con il cerchio della ruota destra.
Ho impostato le traiettorie in modo da prendere tutti gli avvallamenti, i tombini, i dossi, le irregolarità' dell'asfalto: ci sono ripercussioni sulle braccia un po' maggiori di un normale Satelis 400, ma comunque controllabili.
Dopo aver capito che l'anteriore è molto sicuro grazie alle due ruote gemelle, è possibile piegare maggiormente, quindi le improvvise curve a 90 gradi o le inversioni a "U" sono molto agili e non rappresentano un problema.

• Edogeo: Credo che usandolo per un po’ si arrivi a trovare il giusto feeling ed ad apprezzare maggiormente i pregi che ha questo mezzo, che è pensato per avvicinare l’automobilista alle 2 ruote oops…scusate alle 3 ruote.
Ah, le sospensioni mi sono sembrate meno secche nella risposta rispetto ai nostri scooter!

• Andrea81: Un appunto sul peso del mezzo... Sono abituato al Satelis 250, ho provato la stessa sensazione di quando ho provato il Satelis 400 di Mix e il Beverly 500 di mio zio... Mi sembravano pesantissimi, quindi deduco che per chi è già abituato a un 400 cm³ non ci siano particolari problemi.

• E per quanto riguarda la protezione da vento e intemperie?

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Mix: Ottima è per me la protezione' di scudo e parabrezza, anche se occorrerebbe una seconda prova nei mesi più freddi.

• Un giudizio sull'inedito motore Peugeot di 400 cm³?

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• Mix: Il motore non presenta alcun buco di coppia e alla partenza, con gas tutto aperto, si spinge sino a quasi 6.000 giri/minuto. Accelerazione consona ad un 400 cm³ montato su uno scooter da 250 kg ma non eccezionale, a differenza di quanto enfatizzato da alcuni giornalisti. Il mio Satelis 400, dotato di variatore CVT FR4 con taratura analoga al variatore del Metropolis (quasi 6000 giri/minuto a pieno gas da fermo), ha un'accelerazione lievemente maggiore ma è anche ampiamente fuori rodaggio.
• Edogeo: Il motore in accelerazione è rapido fino ai 120 km/h dopo sembra che si siede, in verità il tragitto di prova non consentiva molto di più ma l’impressione che dava era questa.
La ripresa è buona ma i 37 CV dichiarati probabilmente risentono del peso
.
• Andrea81: Il motore è privo di vibrazioni anche al minimo, mi pare spinga bene, ma non posso fare paragoni con il mio 250, molto morbido ma rapido a salire di velocità.

• Quali sono le vostre impressioni sulla frenata di questo particolarissimo mezzo?

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• Mix: La frenata integrale - leva di sinistra - è efficacie e senza alcun blocco delle ruote, nonostante una certa gommosità della leva, forse dovuta al fading e/o il circuito idraulico non perfettamente a punto. È necessario un deciso - ma non eccessivo - sforzo sulla leva, nonostante il servofreno meccanico.
• Edogeo: La frenata integrale non l’ho sentita potente come mi sarei aspettato e non capisco il perché di questa diversificazione:
- Frenata pedale integrale = OK.
- Freno leva destra lavora solo sull’anteriore =OK.
- Freno leva sinistra ancora integrale = qui sento la mancanza del freno singolo posteriore per varie aggiustatine in curva, se lo fai con l’integrale la risposta è nettamente diversa e pericolosa in quanto lavora anche sull’anteriore.
Nota positiva, anche con frenata brusca il Metropolis 400 non arriva al bloccaggio delle ruote - non ha l'ABS.

• Andrea81:Freni... beh, era un pre-serie, un paio di volte mi son detto "non mi fermo piùùùùù", mi sono allarmato un pochino quando ho provato a usare il freno a pedale e visto che non frenava come dicevo io, ho usato il freno sinistro: bloccato!
Quando si usa uno dei comandi - leva o pedale -, l'altro viene disattivato.


Beh, detto tutto sul vostro giudizio dinamico dalla parte dei normali utilizzatori, passiamo al giudizio statico. La domanda è ovvia: come se la cava il Metropolis con la capacità di carico?

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• Mix: Sul Satelis il gancio portabuste è sullo scudo, qui invece si estrae dalla punta della sella (dove molti, sul Satelis, amano porre il bloccadisco anteriore che quindi qui - come vano - manca).
Il bagagliaio è capiente, anche se non enorme; il sottosella ed il vano posteriore sono comunicanti fra loro.
Ah, apparentemente il Metropolis è più lungo del Satelis ma, dati alla mano, è effettivamente uguale! Ottima notizia per chi ha spazi di parcheggio limitati in lunghezza.

• Edogeo: Il vano posteriore ed il vano sottosella non sono molto capienti rispetto alla mole del mezzo.
• Andrea81:Il vano di carico è inadeguato per uso veramente intensivo, poiché il vano sotto la sella mi sembra molto piccolo - in confronto al Satelis - e con una forma irregolare - non mi piace la doppia apertura; in ogni caso parte del volume è ricavato nella sella, se devo mettere tanta roba non ho pareti che la contengano in attesa della chiusura della sella/coperchio. La luce di cortesia è sul fondo, metto un pacchetto di fazzolettini e la oscuro.

• Avete riscontrato difficoltà con il particolare tipo di avviamento del Metropolis e con i vari comandi?

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• Mix: Io mi sono facilmente adattato alla "manopola d'avviamento" con bordo luminoso che sostituisce la serratura, al comando del freno a mano elettrico posizionato al centro del manubrio, al blocco/sblocco del basculamento anteriore mediante la leva sulla sinistra. Ah, sono potenti le luci a LED anteriori centrali (sistema chiamato DRL)
• Edogeo: Ho chiesto delucidazioni sul funzionamento della key elettronica ed abbiamo scoperto che il funzionamento è a batteria, che una volta scaricata non emettendo più la frequenza fa sì che il malcapitato debba fare un’operazione macchinosa per avviare il motore - la Ford Fiesta di mio figlio ha lo stesso criterio ma con la batteria scarica basta appoggiarla vicino al tasto STARTER è il motore si avvia.
• Andrea81:La chiave elettronica la metterei come optional, e probabilmente la prenderei anche... La sella è molto bassa e comoda, ottima la pedana piatta sfruttabile al 100% per mettere i piedi - il pedale del freno integrale è rialzato e si può mettere sotto il piede destro -, il corpo dello scooter è snello grazie ai pedalini posteriori retrattili

• Ultima domanda, cattivella: ma tu lo compreresti il Metropolis?
• Mix: Io non faccio parte del target di clientela individuata da Peugeot, quindi il mio parere non fa molto testo.
Tuttavia non lo comprerei per varie motivazioni legate al mio "essere scooterista", che moltissimi potranno non condividere. Reputo eccessivo spendere 8.000 euro in uno scooter, con un peso eccessivo, con consumi inevitabilmente non ottimali anche se, complessivamente, i risultati ottenuti sono buoni e le tre ruote significano sicurezza. Tuttavia il costo e' di molto inferiore a quello ad esempio di un T-max, che sarà maneggevole ma non possiede un avantreno a due ruote.
Ma, lo sottolineo, sono tutte esigenze e opinioni mie personali.

• Edogeo: Premetto che è il primo tre ruote che guido ma se devo dare un voto in scala da 1 a 10 mi fermerei sul 7 e ½.
• Andrea81:Lo comprerei? Per ora no, perché? In ordine di importanza:
- vano di carico inadeguato per uso veramente intensivo,
- consumi eccessivi per le mie necessità di mobilità.
- accessori superflui - la chiave elettronica tutti e tre l'abbiamo trovata eccessiva come accessorio di serie),
- accessori mancanti - ad esempio la catena integrata nel telaio,
- prezzo elevato per chi ha bisogno di un mezzo da sfruttare.
In complesso un bel mezzo, ottime rifiniture, divertente, sicuro, ma adatto a un target ristretto - escludendo la moda del momento.

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Metropolis 400i: arriva un nuovo scooter a 3 ruote

Messaggioda cts » 06 lug 2013 07:37

Un primo test di Motociclismo:
Peugeot Metropolis: quasi un’auto a 3 ruote, ma la guida è da scooter

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Forse non siamo tutti dei grandi appassionati di auto, ma dobbiamo essere grati all'industria delle 4 ruote perché è proprio da questa che arrivano le ultime novità tecnologiche che oggi arricchiscono le nostre moto e che ci garantiscono soprattutto comfort e sicurezza. Buon per la Peugeot, che quindi gioca in casa: il nuovo Metropolis arriva infatti attingendo a piene mani proprio dalle ultime berline francesi. Dalle quali riprende non solo i canoni estetici, ma anche tante soluzioni tecniche, più o meno importanti.

UNA NUOVA SOSPENSIONE ANTERIORE
Tra queste ultime va citata la particolare sospensione anteriore a parallelogramma deformabile, realizzata con elementi di alluminio pressofuso. Il sistema, denominato Dual Tilting Wheels (DTW), permette di abbassare il baricentro e accentrare le masse. La soluzione - inedita nel campo dei veicoli a tre ruote - ha un solo ammortizzatore centrale, affiancato da due smorzatori dinamici che limitano le vibrazioni. Le due ruote, proprio come sul Piaggio MP3, sono indipendenti e inclinabili, e si possono bloccare elettricamente; così al semaforo non occorre mettere giù i piedi, e in sosta non serve il cavalletto.

FRENATA INTEGRALE IN ATTESA DELL'ABS
La frenata è affidata a un sistema integrale SBC (Synchro Braking System) a tre dischi, azionato dalla leva sinistra o dal pedale del freno collocato sulla pedana. Quest'ultimo esiste perché imposto dalla normativa: con questo e con il passo largo (LT, Large Tread) il Metropolis rientra così nella categoria dei tricicli a motore e può essere guidato con la patente B. L'ABS è ancora in fase di studio.

MOTORE PEUGEOT DI 400 CC
Per il Metropolis la Peugeot ha progettato un nuovo motore di 400 cm³, chiamato LFE (Low Friction Efficiency). Ha un sistema per limitare le vibrazioni, ed è progettato per ridurre le emissioni sonore e limitare il consumo di carburante. Realizzato in Francia, è un monocilindrico a quattro tempi con distribuzione monoalbero in testa con quattro valvole e raffreddamento a liquido. Eroga 37,2 CV, potenza che permette di raggiungere la velocità di 150 km/h (dati dichiarati).

GADGET O ACCESSORI INDISPENSABILI?
Il Metropolis inizia subito a coccolarti con la smart key, che attiva tutte le funzioni appena ti avvicini; con la sella, bassa e soffice come le sospensioni posteriori; con la pedana piatta; con il parabrezza regolabile. Infine con i comandi, il selettore dell'avviamento, i pulsanti per aprire il bauletto, il freno a mano elettronico, elegantemente celato sotto il logo Peugeot. Sono solo simpatici gadget? Sì, ma quando poi inizi a usarli vedi che fanno parte del piacere di guidare e utilizzare il Metropolis tutti i giorni.
L'estetica arriva dalle auto: il frontale, la griglia del radiatore, la fascia di 5 potenti led sull'avantreno che aumenta la visibilità di giorno, i gruppi ottici, i cerchi in lega anteriori, tutto è ispirato al mondo delle 4 ruote. Questo si nota e si apprezza. Si apprezza pure la strumentazione, costituita da due elementi analogici circolari e da un ampio LCD, che alle classiche informazioni di base affianca la funzione di controllo della pressione dei pneumatici.

SUI TRE RUOTE LA PRIMA COSA CHE NOTI SONO I DIFETTI. MA POI…
I tre ruote non hanno spopolato come si meriterebbero - visto che aumentano in modo evidente la sicurezza - non tanto per il prezzo (poco superiore a quello di uno scooter tradizionale di lusso) ma per via dell'impatto iniziale. Appena lo provi infatti non scopri la loro dote principale (ti risparmiano qualche scivolone, non è poco), ma ti scontri subito con quelle meno brillanti: il peso, lo sterzo più duro, il maggior impegno che richiede nella guida.
Il Metropolis non fa eccezione a questa regola, e quindi le prime volte, soprattutto in città, occorre prendere un po' di mano con queste caratteristiche. Per mantenere l'equilibrio a bassa velocità occorre infatti un leggero impegno; niente di importante, ma se l'asfalto non è perfetto si fatica un po' di più rispetto uno scooter tradizionale. Poi, superati i 10 km/h il comportamento diventa sempre più fluido e naturale e il Metropolis nasconde bene le sue forme abbondanti (la carreggiata è di 465 mm). Infatti la guida non si discosta molto da quella di uno scooter a due ruote, cioè non serve anticipare la curva, sporgersi con il corpo, spingere sul manubrio per convincerlo a voltare, ma tutte le manovre si eseguono in modo piuttosto naturale.
L'avantreno ha una sorprendente capacità nell'assimilare i dislivelli del suolo: se nella guida si dovesse salire con una ruota su un piccolo marciapiede, probabilmente non ci si renderebbe nemmeno conto di ciò che sta succedendo. L'unica situazione in cui si avverte un comportamento diverso dalla norma è quando le ruote anteriori percorrono asfalti molto diversi (per esempio la sinistra su un fondo perfetto; la destra su uno dissestato); in tal caso il Metropolis scarta leggermente dalla parte con maggior attrito. In tal caso non occorre fare nulla, non servono correzioni, perché la situazione rientra immediatamente nella norma, senza alcun ripercussione sulla guida.

OTTIME FRENATE, GIUSTE ACCELERAZIONI
La frenata, sia singola (leva destra), sia integrale, è molto efficiente, e non si sente la mancanza dell'ABS – ma è un grosso peccato che non ci sia! E soddisfa pure l'accelerazione. Il Metropolis, viste le tre ruote, non è leggerissimo (256 kg a secco dichiarati), ma il 400 cm³ spinge con la giusta grinta. Frizione e trasmissione assicurano un'erogazione molto precisa, e la potenza è quella giusta, sufficiente per garantire brillanti accelerazioni senza diventare impegnativo e raggiungere in modo rapido la velocità codice - 120-130 km/h.

Nella foto sotto: il Metropolis, nome che Peugeot aveva già utilizzato per un suo cinquantino negli anni '90.

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Re: Metropolis 400i: arriva un nuovo scooter a 3 ruote

Messaggioda cts » 07 lug 2013 10:28

Il Metropolis non avrà solo tra i suoi rivali il Piaggio MP3 o il Quadro, ma probabilmente anche un nuovo veicolo a tre ruote Yamaha (nessuna relazione con il progetto Tesseract a quattro ruote del 2007).

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l mezzo debutterà già ai saloni autunnali - EICMA e poi Tokyo Motor Show poco dopo - e si ha già una prima indicazione di prezzo, che al cambio attuale dovrebbe collocarsi fra i 7.500 e gli 8.50 0€, ossia in zona MP3 300/400 sul mercato francese.

Ma del Metropolis a me interessa, più che la prova totale del mezzo, esclusivamente il suo propulsore - che spero verrà impiegato anche sul futuro Satelis 400.

Ecco il giudizio del propulsore montato sul Metropolis 400i:

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Motrorbox:
MONO DA PAURA In compenso, il motore del Metropolis è un vero gioiellino: dal minimo alla zona rossa del contagiri c'è spinta utile, non si hanno buchi o incertezze ma sempre potenza fluida e costante. Da notare anche la totale assenza di vibrazioni e l'ottimo feeling con il gas, fin dalla partenza. Sul motore, alla concorrenza, non rimane che imparare.


Motofan:
Sicuramente la virtù principale è il motore, dall’erogazione eccellente. Quest’opera prima di Peugeot ha il carattere e la grinta necessari a muovere un mezzo che pesa comunque 256 kg. L’erogazione della coppia è molto lineare e dà il massimo fra i 5 e i 7.000 giri. L'accelerazione è quindi sempre vivace e la progressione è senza esitazioni, il che porta tranquillamente a superare i 150 orari.


Il Sole 24 ore:
Il motore risponde velocemente alle sollecitazioni dell'acceleratore, confermando quanto visto nella curva d'erogazione della potenza, molto regolare e pronunciata fin dai bassi regimi.

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Re: Metropolis 400i: arriva un nuovo scooter a 3 ruote

Messaggioda MarioG75 » 11 lug 2013 17:20

Questo video è bellissimo!!
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Info : http://www.gasparromoto.com
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Re: Metropolis 400i: arriva un nuovo scooter a 3 ruote

Messaggioda cts » 25 lug 2013 08:20

IL TEST DI MOTO.IT

Probabilmente molti si ricorderanno del mitico Peugeot Metropolis degli anni ottanta, specialmente se ne hanno posseduto uno. Era un piacevole scooterino automatico con sovrastrutture in plastica di derivazione Honda – da 50 o 80 cc, erano identici – grazie al quale proprio la casa francese innescò la miccia di quello che sarebbe diventato il fenomeno scooter. E forse è proprio in suo onore che oggi la storica Casa francese, fondata nel 1810 e identificata dal celebre leone rampante dal 1858, ha pensato di riproporre il suo nome per identificare il più importante progetto scooteristico della sua storia: l’atteso Metropolis 400, il nuovo ammiraglio a tre ruote della gamma Peugeot Scooters, che dopo un paio d’anni di anticamera ai vari Saloni motociclistici mondiali, è finalmente sul mercato. E al quartier generale di Parigi sono comprensibilmente orgogliosissimi di poter sottolineare che si tratta di un prodotto completamente Made in France, compreso il nuovo, inedito propulsore a cilindrata piena.

Naturalmente i francesi, e nella fattispecie i parigini, i più numerosi adoratori di questi veicoli nel mondo (la Francia detiene il 66% del mercato, in questo segmento) lo hanno atteso e accolto a braccia aperte, con grande gioia del marketing Peugeot, che si è trovato ad affrontare richieste doppie rispetto a quanto preventivato per quest’anno, se è vero che di Metropolis 400 ne sono già stati ordinati circa 2.500, e venduti più o meno la metà, quando le previsioni aziendali erano di conquistare il 30% del mercato, ovvero circa 5.500 veicoli, nell’arco di un intero anno. E questo in un panorama notoriamente dominato per il 90% da Piaggio, che ha il merito della progenitura di questi particolari veicoli, alla quale recentemente si è più timidamente accodata la Quadro della famiglia Marabese che, proprio in questi giorni, si è premurata di presentare la nuova versione del suo 350.

La grande richiesta in patria è stata la causa del ritardo delle consegne negli altri Paesi, Italia compresa, dove il sofisticato tripode transalpino arriverà a settembre, al prezzo di 7.720 euro, compresi ben quattro anni di garanzia e due anni di assistenza stradale: una quotazione decisamente concorrenziale (peraltro inferiore di un migliaio di euro rispetto alla Francia) per un raffinato prodotto premium come questo, anche se riferito al modello base, al quale sarà affiancata la più grintosa versione RS. I colori disponibili saranno il bianco perlato, il rosso zafferano, il grigio titanio e il nero perlato. Mentre l’RS sarà color titanio satinato, con piccolo parabrezza scuro, poggiapiedi in acciaio inox e cerchi ruota neri bordati in arancione, come la calandra.

Il target del nuovo Metropolis, per Peugeot, è rappresentato in particolare dagli automobilisti, e in generale l’intero mercato automotive: non a caso il nuovo arrivato è omologato come triciclo a motore (categoria L5E) – quindi con carreggiata allargata e frenata integrale anche a pedale - quindi utilizzabile anche con patente B. Nella fattispecie, l’utente tipo di questo veicolo è stato identificato come maschio di età dai 35 anni in su, residente nei centri urbani e con potere d’acquisto medio-alto; un automobilista alla ricerca di un modo di muoversi facilmente, specie in città, piuttosto che uno scooterista abituato a un prodotto GT, ma desideroso di sentirsi molto più sicuro. Anzi, in Peugeot confidano che il Metropolis potrà anche sostituire l’eventuale seconda auto di famiglia, anche per la maggior facilità di parcheggiarlo. Vien da sé che di questo veicolo vedremo anche altre versioni con cilindrate e allestimenti differenti – probabilmente anche con tettuccio - e di conseguenza anche con prezzi inferiori.
Non tutti i concessionari Peugeot Scooter saranno abilitati a vendere il Metropolis, mentre a settembre verranno organizzati dei test-ride presso le filiali Peugeot Auto, per valutare la possibilità di istruire alcuni concessionari mettendoli in grado di occuparsi con la dovuta competenza anche del cuginetto a tre ruote.

Com’è fatto
Che al progetto Metropolis abbia abbondantemente collaborato Peugeot Automobiles sembra chiaro già a prima vista. Il famoso family feeling è evidente osservandone la piccola calandra, la strumentazione di bordo, i retrovisori con superfici asferiche per ampliare il campo visivo, lo stile dei cerchi in lega, e alcuni altri dettagli che riportano alle varie 208,2008 e 508. E la vista anteriore rivela anche un poderoso impianto illuminante da far invidia ad un’auto: un potente doppio faro attivo (da 55/60W), commutabile con le luci diurne costituite dalle ormai consuete file di led nei fari stessi, ma con la geniale aggiunta di un’altra striscia verticale di led sotto al musetto (denominata DRL, Daytime Running Lamp), esattamente in mezzo alle due ruote. E posteriormente sembra di vedere il cofano di una piccola auto, con sfoggio di led rossi ai lati.
Bene anche il parabrezza, regolabile in altezza premendo contemporaneamente due pulsanti sui montanti, con un’escursione totale di 140 mm; e va sottolineato il fatto che il Metropolis sia l’unico mezzo del genere dotato di pedana piatta, sempre gradita da molti.

C’è molta gestione elettronica/elettrica di servizio, sul Metropolis, facente capo alla smart-key dotata di transponder, che viene riconosciuta in un raggio di 2 metri. Smart-key che ovviamente va tenuta preferibilmente in tasca, o in un portaoggetti nello scooter (opzione sconsigliabile per i distratti cronici), e che al suo interno contiene una chiave classica, nel caso si guastasse la batteria.
Il sistema presiede dunque all’avviamento, effettuabile girando e premendo la grossa manopola dello start, sopra lo scudo; al funzionamento del sistema anti-tilting, a quello del freno di stazionamento (azionabile tramite l’icona scorrevole del leone posta al centro del manubrio, vicino al pulsante dell'hazard); alle serrature dei portaoggetti e a quelle della sella e del baule posteriore, apribili premendo i pulsanti sulla sinistra dello scudo. Il vano sottosella, con luce di cortesia, è comunicante col baule, e può contenere un casco demi-jet con visiera e magari l’abbigliamento da pioggia, piuttosto che una racchetta da tennis o un PC. Lo spazio posteriore, pure illuminato, può invece ospitare un casco integrale. Quanto ai portaoggetti anteriori, nel retroscudo è ricavato un largo cassetto capace di contenere, a titolo di esempio, un libro e un’agenda, mentre un’altra tasca, con inclusa presa a 12 Volt, per l’ormai classica bottiglietta d’acqua o altro.
Il passeggero gode di ampie pedane estraibili a piattaforma da 50 cm² di superficie, di due maniglioni molto comodi e di un supporto lombare, implementabile con uno schienalino. E un supporto lombare, regolabile longitudinalmente per 40 mm, è riservato logicamente anche al pilota.

La strumentazione
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Veniamo al cruscotto, costituito da una coppia di elementi analogici con al centro il computer di bordo digitale. Dunque tachimetro e contagiri a lancette, con le spie che segnalano l'anti-tilting inserito, il freno di stazionamento inserito, l’apertura del vano sottosella e di quello posteriore, gli indicatori direzionali, la pressione dell’olio e la diagnostica dell’iniezione. Il computer LCD informa invece su chilometraggio totale e parziale, livello carburante, consumi istantaneo e medio, km di autonomia residua, temperatura esterna (con warning in caso di probabile ghiaccio), temperatura del motore, intervalli di manutenzione. Ed effettua pure il controllo permanente della pressione delle gomme, con espressa segnalazione luminosa quando si verifica una perdita pressione importante.

Gli accessori
L’elenco di parti volte ad aumentare praticità e comfort del nuovo tre ruote Peugeot comprende deflettori laterali, schienalino per il passeggero, bauletto da 47 litri – nero o in tinta – con eventuale sacca interna e poggiaschiena, paramani, coprimanopole invernali, copertina paragambe, telo coprisella e telo completo per il veicolo. Inoltre saranno disponibili dei poggiapedi in inox per la pedana anteriore.

Il motore
Si tratta di un’unità completamente nuova, progettata e realizzata in Francia da Peugeot Scooter e denominata 400i LFE, acronimo di Low Friction Efficiency, a indicare evidentemente la particolare attenzione volta alla riduzione degli attriti interni. Questo monocilindrico da 399 cc (84x72 mm le quote di alesaggio e corsa) è un monoalbero a quattro valvole raffreddato a liquido, con iniezione elettronica Dell’Orto e lubrificazione a carter umido. La potenza dichiarata è di 37,2 cv (27,4 kW) a 7.250 giri, con un picco di coppia di 3,9 kgm (38,1 Nm) a 5,250 giri, e un consumo medio dichiarato di 4,2 litri x 100 km (23,8 km/l).

La ciclistica
Chiaramente l’ossatura portante del Metropolis è quella comune alla maggior parte degli scooter. Quindi una struttura tubolare posteriore con motore oscillante e due ammortizzatori posteriori regolabili in precarico su quattro posizioni, alla quale è collegato il particolare sistema a parallelogramma deformabile che Peugeot ha realizzato con elementi pressofusi in alluminio, e denominato DTW (Dual Tilting Wheels). Un sistema piuttosto semplice, che conta su un singolo ammortizzatore montato orizzontalmente nella parte superiore, con davanti una coppia di mass-damper (tecnicamente smorzatori a massa risonante), particolari usati tempo addietro anche in F1 - ma anche sulle mitiche Citroen 2CV - per smorzare ulteriormente vibrazioni e colpi dovuti a sconnessioni dell’asfalto. Chiaramente anche qui, come sui Piaggio, troviamo un dispositivo anti-tilting a gestione elettronica, inseribile col pollice destro tramite un deviatore sul manubrio, per evitare di poggiare i piedi a terra fermandosi, per esempio, al semaforo.

Il blocco del rollio, che richiede un minimo di abitudine prima di esserne padroni, si attiva a velocità inferiore ai 10 km/h, col motore al minimo e naturalmente col guidatore in sella: l’apposita spia sul cruscotto lampeggia quando si verificano le tre condizioni suddette, ed è a questo punto che il pilota può attivare il comando.
Il Metropolis beneficia del sistema frenante combinato SBC (Syncro Braking Concept), che tramite due servofreni aziona contemporaneamente i dischi anteriori da 200 mm e il posteriore da 240: e lo fa usando la leva sinistra oppure il pedale sistemato a destra sulla pedana. La leva di destra, invece, comanda solo la frenata anteriore. Grazie alla presenza dei servofreni, il sistema simula il comportamento di un ABS, che comunque è previsto in futuro, ma la cui progettazione è comprensibilmente più complicata del normale.
Passando ai numeri, il veicolo è lungo 2.152 mm e largo 775 mm al manubrio, con interasse di 1.500 mm; l’altezza da terra del piano sella misura 780 mm, e il peso dichiarato è di 256 kg a secco, che quindi dovrebbero diventare quasi 266 col pieno di 13,5 litri. Il Metropolis monta tre cerchi in lega equipaggiati con pneumatici Michelin City Grip da 120/70x12 davanti e da 140/70x14 dietro.

Come va su strada
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Il test del nuovo Peugeot, svoltosi nella campagna lombarda ai margini del parco del Ticino, non è durato molto, circa una quarantina di chilometri. Conoscendo piuttosto bene tutti i tre ruote esistenti so bene che ci vuole più tempo per entrare in sintonia con questi mezzi molto particolari. È la sensazione di maggiore sicurezza – parecchio maggiore – quella che si percepisce subito in sella a un qualsiasi tre ruote, anche se non sono tutti immediatamente intuitivi fin dai primi metri, per via dei pesi diversi piuttosto che delle differenti soluzioni all’avantreno che contraddistinguono i vari Piaggio/Gilera, il Quadro e il Metropolis.
Ma l’esperienza insegna che dopo una convivenza più o meno breve, si finisce per divertircisi anche parecchio, tanto da far fatica a tornare su un normale scooter a due ruote.

Però era da parecchio che non usavo un veicolo del genere, quindi i primi metri con il Metropolis mi hanno lasciato abbastanza perplesso: forse perché siamo partiti da un piazzale sterrato e ghiaioso, continuando su un tratto sconnesso di strada bianca, l’avantreno mi è parso pesante e piuttosto riottoso agli ordini, e le sospensioni abbastanza ostiche sulle buche. Presto abbiamo raggiunto l’asfalto del percorso organizzato per il test, che si snoda tra prati, risaie e cascine, con curve ampie e strette, rotonde, con attraversamento di alcuni paesini: a bassa velocità, in effetti, il Peugeot non sembra certo un mostro di maneggevolezza, lo si avverte negli inserimenti in curva e nei cambi di inclinazione, quando c’è da lavorare col manubrio. Nelle curve strette delle stradine di paese, specie con qualche buca o rattoppo dell’asfalto, le sospensioni rimbalzano molto, e bisogna forzare l’avantreno per obbligarlo a eseguire gli ordini. E la prova del nove è stata quella della rotonda, da percorrere continuamente a gas costante per verificare le reazioni del mezzo: se la rotonda è stretta, l’avantreno richiede correzioni continue, perché tende a chiudere abbastanza, oltre a rollare un po’.

Ma rammentando la mia prima volta in sella al Gilera Fuoco 500 (anch’esso piuttosto pesante), ricordo di aver avuto sensazioni iniziali abbastanza simili, per arrivare in tempi ragionevolmente brevi alla piena confidenza e al massimo divertimento. Quindi, sull’asfalto buono, ho iniziato a guidare come il mezzo richiede, cioè giocando d’anticipo nei cambi di direzione e in inserimento di curva, piegando il più possibile specie su quelle abbastanza veloci utilizzate per la sessione video-fotografica, dove ho finalmente iniziato ad avvertire le sensazioni già note date dal grande appoggio dell’avantreno e dalla notevole stabilità in frenata, tipici di questi mezzi. L’impianto frenante è potente, specialmente col pedale (che tra l’altro è abbastanza ben posizionato), ed effettivamente è molto difficile arrivare a bloccare le ruote. Ovviamente anche con la leva di sinistra, seppur con un certo sforzo, si decelera poderosamente, mentre con la destra, che lavora solo davanti, la decelerazione è ovviamente più dolce. Chi è abituato agli scooter sarà probabilmente portato a frenare con entrambe le leve: qui non si può fare, perché premendone una l’altra si indurisce, per evidenti motivi di contropressione. Idem adoperando in simultanea una delle due leve e il pedale.

Nel frattempo studiavo l’assetto in sella: ottimo, posizione naturale e gambe angolate il giusto, notevole protezione dall’aria già con il parabrezza in posizione bassa, tanto da poter tenere la visiera sollevata senza fastidi. E con segnali positivi anche dall’abituale passeggera, appositamente ingaggiata, che non dava segni di insofferenza, anzi, si trovava molto a suo agio: “ottime le pedane così larghe”, senza vibrazioni e anch’essa ben protetta dall’aria, perlomeno fino a circa 120 km/h indicati, perché oltre non c’è stata la possibilità di andare.
Sì, il nuovo Metropolis è accogliente, molto ben fatto, tutto è ben leggibile, e i comandi sono ben sottomano, anche se l’inserimento del sistema di blocco del rollio mi è parso leggermente meno rapido rispetto a quello dei Piaggio (il Quadro invece ne è sprovvisto). Per quanto riguarda il nuovo motore, spiegarne il comportamento è molto facile: è un 400 potente, ma dolce, silenzioso, e molto soddisfacente come spunto e per la sua erogazione sempre piena e corposa. Ma anche evidentemente molto ben bilanciato, visto che di vibrazioni non ne abbiamo percepite. Un bel motore davvero, che ovviamente non rimarrà a lungo un’esclusiva del Metropolis.


Pregi e Difetti
Piace
Motore notevole | ergonomia e protezione | frenata | sicurezza passiva | rapporto qualità/prezzo

Non piace
Maneggevolezza a basse velocità | sospensioni rigide






IL TEST DI MOTOBLOG.IT
Dopo mesi di apparizioni in vari saloni - la prima apparizione all EICMA risale all’autunno 2011 - il primo scooter a tre ruote della francese Peugeot è finalmente pronto ad affrontare il mercato con quella che è la sua versione definitiva. Il nome scelto è ‘Metropolis’ - non seguito da ‘400′ e ‘400i’ come nelle precedenti denominazioni ufficiale - e nei piani della casa francese sarà il capostipite di una nuova linea di scooter a tre ruote con cui il gruppo transalpino punta a sfruttare la grande popolarità in patria di questo tipo di veicolo, scommettendo implicitamente su una futura espansione di questo segmento anche al di fuori dei confini nazionali.

Caratterizzato inevitabilmente dall’avantreno a due ruote ‘Dual Tilting Wheels‘ (DTW) di derivazione automobilistica (con sospensione a parallelogramma deformabile), il Metropolis si presenta come un maxi scooter urbano fruibile anche fuori città che fa della stabilità, del comfort e della sicurezza alla guida i suoi punti cardine. Il motore è un monocilindrico Peugeot LFE da 399 cc in grado di erogare 37.2 CV e 38.1 Nm di coppia massima, abbastanza per consentire al Metropolis di toccare una velocità massima dichiarata di 150 km/h.

Per stessa ammissione della casa del Leone, il suo primo scooter a tre ruote mira principalmente ad una clientela per così dire ’stanca’ o ‘delusa’ dalla mobilità su quattro ruote piuttosto che a utenti di estrazione motociclistica, e questo approccio appare evidente anche scorrendo la lista delle caratteristiche del modello, alcuni delle quali di chiara matrice automobilistica. Inoltre, il Metropolis è omologato nella categoria tricicli a motore (L5E) e si potrà quindi guidare anche con la sola Patente B.

Tra gli high-lights principali del Peugeot Metropolis vanno sicuramente menzionati il sistema anti-tilting che blocca l’inclinazione, il freno a mano, la smart-key, il computer di bordo, gli specchietti retrovisori asferici, il parabrezza regolabile, i sensori di pressione per le gomme e le luci LED diurne. A causa del grande successo e delle numerose richieste già arrivate dal ‘mercato di riferimento’ francese, l’arrivo del Metropolis in Italia è stato posticipato a Settembre (con prezzi a partire da 7.720 €), ma noi abbiamo già avuto l’occasione di provarlo in anteprima nella Bassa Milanese.

Design
L’affinità del Metropolis con il mondo dell’automobile appare evidente sin dalla prima occhiata. Va da sè che la visione frontale sia quella dove questo aspetto appare più evidente, e non solo per la presenza dell’asse con due ruote: il design della parte anteriore, soprattutto per quanto riguarda gruppi ottici e calandra flottante, riprende infatti i dettami stilistici adottati dai modelli più recenti di Peugeot Auto (ed esempio la 208, la 508 berlina e la 2008) e non passa certo inosservata la presenza sulla piastra dell’avantreno tra le ruote delle luci LED DRL (Daytime Running Lights), uno degli accessori notoriamente più in voga di questi tempi in campo automobilistico e atto a garantire maggior visibilità al veicolo anche di giorno.

Girando attorno al Metropolis, i richiami al mondo delle quattro ruote non finiscono certo qui: i cerchi (da 12″) delle ruote anteriori ad esempio propongono un disegno a 9 razze che richiama nettamente quello tipicamente automobilistico (ed in particolare, ovviamente, quello di certi modelli Peugeot) e lo stesso si può dire della strumentazione, con tachimetro da una parte e contagiri dall’altra ad incorniciare il display digitale, molto simile a quella che troviamo sul cruscotto della già menzionata 208. Il parabrezza è regolabile manualmente (corsa totale 140 mm), mentre gli specchietti retrovisori sono ‘asferici’, ossia con una superficie convessa per minimizzare gli angoli morti.

Discorso simile anche per la parte posteriore, con un design piuttosto ’squadrato’ che poggia sulla ruota da 14″ e l’accesso al bauletto tramite il portellone posto tra i due gruppi ottici (con tecnologia LED), che sfoggia al centro l’immancabile logo del Leone in alluminio spazzolato. Le sella dispone di uno schienale conducente regolabile longitudinalmente con una corsa di 40 mm, mentre gli ampi poggiapiedi per il passeggero sono ‘a scomparsa’.

L’aspetto del Peugeot Metropolis è quindi quello di un maxi-scooter massiccio, raffinato e rassicurante, dalle linee ‘automobilistiche’ ma comunque sufficientemente accattivanti ed originali. La sua imponente stazza si rispecchia nelle sue dimensioni: la lunghezza totale è 2.152 mm, la larghezza al manubrio di 775 mm, l’altezza sella di 780 mm e l’interasse di 1.500 mm, mentre la carreggiata dell’avantreno è di 465 mm. Il peso a secco è di 256 kg.

Il Metropolis vanta anche una buona capacità di carico grazie ai numerosi e capienti vani di cui è stato dotato: c’è il bauletto integrato posteriore, con illuminazione di cortesia, in grado di ospitare un casco integrale, il capiente vano sottosella, anch’esso illuminato e capace di accogliere in casco jet con visiera (oltre a offrire altro spazio), e il cassetto al retroscudo, tutti accessibili solo con la Smart-Key. I primi due inoltre sono comunicanti, il che consente di alloggiarvi anche oggetti di una certa lunghezza, tipo una racchetta da tennis. Da segnalare anche la comoda pedana piatta (una novità per il segmento), la tasca al cruscotto con presa 12V e i due maniglioni ergonomici per il passeggero, che potrà contare anche sullo schienalino integrato nel bauletto posteriore.

La tecnica
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Il Peugeot Metropolis si propone anche come un concentrato di tecnologia volta a soddisfare le esigenze di una clientela che cerca soprattutto comfort, fruibilità e sicurezza. La casa francese non fa mistero di considerare il Metropolis come una potenziale ’svolta’ per le sue strategie industriali, e la sua speranza è quella di proporsi come marchio ‘Premium’ nel segmento degli scooter a tre ruote spezzando l’egemonia quasi incontrastata del Piaggio MP3 (senza nulla togliere agli altri competitors Gilera Fuoco 500 e Quadro 350 3D).

Contrariamente al trend generale dell’industria motociclistica, il mercato di questo tipo di veicolo è infatti riuscito a mantenere pressochè costanti i suoi volumi di vendita, e proprio la Francia si è dimostrata essere il mercato più ricettivo per questo genere di proposta: sulle quasi 17.000 unità vendute in Europa nel 2012, ben il 66% è infatti stato acquistato dai cugini transalpini, seguiti da Germania (12.8%), Italia (10%), Spagna (5.6%) e Gran Bretagna (4.3%). Appare quindi più che logica la decisione di Peugeot Scooters di entrare in questo segmento sfruttando anche il know-how di PSA.

Il Peugeot Metropolis debutterà in Italia con il motore 400i LFE (Low Friction Efficiency), un monocilindrico da 399 cc, 4 tempi, 4 valvole e raffreddato a liquido sviluppato appunto da Peugeot Scooter e costruito in Francia: la potenza dichiarata è di 37.2 CV a 7.250 giri/min, la coppia massima è di 38.1 Nm da 5.500 giri/min, mentre consumi ed emissioni sono piuttosto contenuti, rispettivamente a 4.2 l/100km e 86.6 g/km di CO2 (ciclo RTM2). Il raffreddamento è a liquido, mentre l’iniezione elettronica è Dell’Orto.

L’avantreno DTW (Dual Tilting Wheels), utilizza uno schema sospensivo a quadrilatero deformabile - con l’intera architettura in alluminio pressofuso - che utilizza un doppio triangolo associato a due assorbitori armonici e a una sospensione idraulica, che permette alle ruote interconnesse di essere indipendenti e inclinabili. Il sistema utilizza anche una funzione anti-tilting a gestione elettronica che permette il blocco del rollio, evitando così al conducente - per esempio - di dover mettere un piede a terra ai semafori. Tre le condizioni necessarie per bloccare l’inclinazione delle ruote: velocità inferiore ai 10 km/h, motore a regime minimo e guidatore seduto. Un’apposita spia sul cruscotto segnala il raggiungimento di queste tre condizioni, avvertendo il guidatore che è possibile inserire l’Anti-tilting tramite il comando sul lato destro del manubrio.

Il Metropolis dispone anche di un freno di stazionamento elettrico (assimilabile al ‘freno a mano’ delle auto) azionabile tramite un comando a pulsante posizionato al centro del manubrio, che agisce su una pinza freno sulla ruota posteriore ed il cui inserimento è segnalato da una spia sul cruscotto. Interessante anche il controllo permanente della pressione pneumatici, che tramite gli appositi sensori avverte il conducente quando una ruota perde più di 200 g di pressione sul display digitale. Il tutto è gestito dal Computer di Bordo, altra emanazione di Peugeout Auto.

Tra le innovazioni dal sapore automobilistico va annoverata anche la Smart-Key, cioè la chiave elettronica dal design moderno che viene riconosciuta elettronicamente dal veicolo quando il conducente di trova in un raggio di 2 metri permettendo l’accensione e l’apertura di alcuni vani senza l’utilizzo di una chiave tradizionale. E’ comunque disponibile una chiave di emergenza integrata che permette di aprire il vano posteriore in caso di problemi alla batteria.

L’impianto frenante utilizza 3 dischi, due da 200 mm all’anteriore e uno da 240 mm, che possono essere utilizzati insieme con il sistema di frenata integrale SBC (Synchro Braking System), azionata dalla leva sinistra oppure dal pedale sul lato destro, con la leva destra delegata al funzionamento dei freni sul solo asse anteriore.

La Guida
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La Smart-Key è senza dubbio ‘smart‘: per poter avviare il Peugeot Metropolis basta averla in tasca. Tutto quello che occorre fare poi è spingere e girare il pulsante a rotazione sul lato destro del retro-scudo e premere il classico tasto ’start’ tirando la leva del freno: il monocilindrico Peugeot prende subito vita, ma se non si è già avvezzi ad un mezzo del genere occorre fare le cose con calma per prendere un po’ di confidenza. Per chi è abituato a moto o scooter ‘tradizionali’ - con due ruote, tanto per intenderci - l’approccio con un tre ruote di questo genere richiede infatti un certo tempo per abituarsi alle particolarità che la guida di un veicolo di questo genere richiede, e di primo acchito può essere in un certo senso anche problematica.

In sella si sta comodi, questo è certo, con le braccia larghe, spazio a volontà per le gambe (in mezzo alle quali non c’è nessun tunnel) ed un parabrezza che assicura la necessaria protezione aerodinamica. I comandi sono posti in maniera classica e razionale, con l’ampia e avvolgente strumentazione che si rivela subito di immediata lettura.

Una volta in strada, non è difficile distinguere subito la bontà del motore LFE tutto orgogliosamente ‘Made in France’, fluido e poco rumoroso, che non manca di prontezza e corposità ai bassi come agli alti regimi, ma la prima cosa da fare è trovare al più presto il giusto feeling con l’anteriore, ed è probabilmente questo l’aspetto che rende le cose problematiche. Per chi ha già esperienze pregresse con un qualsiasi mezzo a due ruote, le difficoltà nel ‘comprendere’ e ‘interpretare’ il comportamento dell’avantreno del Metropolis derivano dalla considerevole mancanza di agilità di quest’ultimo rispetto ad un normale motociclo: la prima sensazione è quella di un davanti ‘pesante’ e poco reattivo, che ti porta un po’ dove vuole lui, ma questo in realtà è un falso problema perchè - come sottolineato dalla stessa Peugeot - non si tratta di uno scooter, per cui bisogna un po’ resettare le abilità acquisite e familiarizzare con un tipo di veicolo diverso, con una distribuzione dei pesi e una dinamica diverse, che va perciò anche guidato in maniera diversa.

La prima cosa da mettersi in testa è che non puoi cadere, una banalità che però è facile trascurare affrontando le prime curve. La tendenza ad impostare le curve come se si fosse su una moto o uno scooter non funziona, anche perchè in percorrenza, una volta che arrivi alla massima inclinazione consentita dall’avantreno, quella è e quella rimane: se sei troppo veloce o un pelo largo, non puoi correggere inclinando un po’ di più, ma puoi tranquillamente usare i freni. Il sistema sospensivo anteriore fa il suo dovere, assorbendo le asperità e regalando un grande senso di stabilità e sicurezza, che è poi l’aspetto su cui il prodotto punta maggiormente visto il target a cui si rivolge.

Prendere confidenza con il modo cui il Metropolis si destreggia in curva può richiedere qualche tempo, ma una volta entrati nella sua ‘ottica’ non è difficile domarlo: rispetto agli scooter normali, pecca di agilità e sfrontatezza - costringendo ad un approccio più ragionato alle curve che, in un certo senso, ti obbliga a giocare d’anticipo - ma guadagna senza dubbio in stabilità e sicurezza, rimanendo sempre ‘incollato’ alla strada. In pratica è solo una questione di abitudine: una volta appreso come coordinarsi tra angoli di piega, acceleratore, freni e manubrio, il Metropolis si dimostra sufficientemente agile negli spazi stretti del traffico cittadino quanto godibile negli spazi aperti. Nei cambi di direzione risulta inevitabilmente un po’ impacciato, ma niente di drammatico.

Alla luce del peso non indifferente del Metropolis (256 kg a secco), la frenata non è affatto male, potente e puntuale, stabile e sivura, senza mai arrivare al bloccaggio delle ruote: il freno anteriore è più incisivo e comporta una leggera compressione dell’avantreno, mentre quello integrale SBC rende il mezzo più stabile e si fa tutto sommato preferire per la sua modulabilità. Una cosa da non fare invece è azionare contemporaneamente le due leve, che in tal caso si induriscono entrambe con ovvi effetti controproducenti.

In conclusione, si può dure che il Peugeot Metropolis è un mezzo fedele a quella che è la ‘dichiarazione d’intenti’ che ha portato alla sua nascita, ossia la creazione di un mezzo studiato per la mobilità urbana alternativo all’automobile che punta ad attrarre gli utenti delle quattro ruote alla ricerca di un mezzo più agile nel traffico ma non ‘rischioso’ come può essere uno scooter o una moto. Peugeot ha fatto grandi investimenti in questo progetto - che in prospettiva vede come una possibile alternativa alla ’seconda auto di famiglia’ - ed il Metropolis rappresenta il primo esempio di quella che è destnata a diventare una nuova e corposa gamma di prodotti. Arriveranno nuove motorizzazioni, l’ABS, e non è da escludere anche una versione con tettuccio.

Dopo il debutto sul mercato italiano in autunno, arriverà anche una versione per la clientela più sportiva denominata Metropolis RS, dotata delle stesse caratteristiche della versione tradizionale ma con look più aggressivo ed un ricco equipaggiamento esclusivo: colorazione esclusiva Titanio opaco,, cupolino sport fumé, pedana poggiapiedi in alluminio, cerchi con fianchi arancioni e calandra specifica.

Pregi e Difetti
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Motore | Design originale | Frenata sicura | Finiture di qualità

Non piace
Avantreno da interpretare | Mancanza dell’ABS | Peso

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Re: Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Messaggioda cts » 11 ago 2013 11:35

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CON LA NOSTRA PROVA SU STRADA DEL METROPOLIS!

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Elystar151ABS

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Re: Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Messaggioda Elystar151ABS » 19 ago 2013 14:01

Ottimo mezzo, però l'ABS dovevano mettercelo fin da subito (dichiarano che sarà disponibile in secondo momento.. ma QUANDO?), anche per offrire un "di più" rispetto alla concorrenza (Piaggio Mp3 e Yourban, Gilera Fuoco, Quadro 350D).

Mi stupisco di come Peugeot (che è stata la prima marca ad offrire l'ABS anche sui 125 ed anche su scooter medio/ piccoli, più di 10 anni fa) abbia progressivamente rinunciato al suo primato tecnologico (e di sicurezza!) togliendo l'ABS dal Geopolis (sulla prima versione era di serie sull'allestimento Urban) invece di estenderlo (anche solo optional) a tutta la gamma.

Ad esempio il Cytystar non può averlo nemmeno optional, mentre il suo predecessore Elystar, già 11 anni fa, lo averva di serie.

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Re: Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Messaggioda Huck Finn » 22 ago 2013 10:00

Complimenti a tutti quelli che hanno lavorato a questo contributo estivo, molto ben fatto!
Concordo con l'imperdonabilità dell'assenza dell'ABS...
Ciao, Huck

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Re: Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Messaggioda Andrea81 » 22 ago 2013 14:45

Come hanno avuto modo di spiegarci l'ABS manca perchè... non esiste ancora per i 3 ruote.
Gli impianti frenanti sono prodotti da terzi e non da Peugeot (o altri produttori di scooter), attualmente nessun produttore di sistemi frenanti offre un ABS per i 3 ruote e realizzarne uno (come pare stia avvenendo, se non ho capito male) richiede non solo un certo investimento economico ma una lunghissima serie di test, un prodotto per la sicurezza non può avere difetti.

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Re: Metropolis 400i: la nostra prova su strada

Messaggioda jmsf » 26 ago 2013 14:42

Faccio anch'io i complimenti a tutti coloro che si sono adoperati per dare dei consigli e giudizi da reali utilizzatori del mezzo


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