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Camal Bold, visione elettrica Telaio da sportiva pura, motore elettrico esuberante e design unico: ecco la visione della sportiva elettrica di Camal
Il centro stile Camal svela la propria interpretazione di un veicolo elettrico, il progetto chiamato Bold non si propone solo come esercizio di stile, ma aspira a divnetare una realtà "made in Italy" insieme a nomi come Tacita e Alcantara, che si occupano rispettivamente di propulsore e selleria.
Il telaio, che mantiene l'impostazione, la ciclistica e la componentistica di serie è di derivazione BMW. All'avantreno troviamo una forcella a steli rovesciati da Ø 46 mm e freni a disco Brembo da 320 mm. Dietro spicca il forcellone bi-braccio forgiato in lega di alluminio con ammortizzatore idraulico e il freno a disco - sempre Brembo - da 220 mm. La Camal Bold monta ruote con cerchi in alluminio forgiato e pneumatici da 120/70 ZR 17 su cerchi con canale da 3,5" all'anteriore e da 190/55 ZR 17 su cerchi con canale da 6,0" al posteriore.
Sia il motore - a 5 marce ricavato dal pieno e raffreddato a liquido - che le batterie provengono dalla torinese Tacita. Il propusore della Bold eroga 100 cv e 156 N/m a 9.000 rpm, caratteristiche che le consentono di coprire lo 0/100 in 2,9 secondi con partenza da fermo. Il pacco batterie ai polimeri di litio da 10,6 kWh permette ben 4.000 cicli di ricarica, garantisce un'autonomia di 100 km ed è possibile ricaricare la motocicletta in 30 minuti all'80%.
La Camal Bold è una sportiva carenata. La parte superiore della carenatura è realizzata in alluminio, l'inferiore trattata con una verniciatura ruvida, racchiude il vano batterie e il motore. Due branchie laterali spezzano la continuità delle carene permettendo il raffreddamento interno. La carena frontale è tutta in plexiglass.
La sella monoposto è rivestita in Alcantara, l'azienda ha collaborato con Camal per realizzare una soluzione stilistica e tecnica adatta, fino ad arrivare alla creazione di una variante di colore antracite. Oltre la sella vi è un'appendice in plexiglass che forma il codino e l'apparato di illuminazione posteriore dalla forma quasi tronca.
Approfondisco qui le mie riflessioni sulla mia esperienza, attualmente in stallo. 1) costo iniziale elevato. 2) componentistica di lontana origine, scarsi controlli di qualità, progetti frettolosi con raffazzonati telai studiati per motori endotermici, software ed harware ignoto ai tecnici. 3) assistenza assente, superficiale, cialtrona, irresponsabile, 4) scarsa sensibilità dei governanti alle necessità concrete del cittadino che si sobbarca la scelta degli scooter ad energia alternativa, 5) nessun sensibilità legale per la tutela del consumatore,
Tanto parlare di energie alternative, poi tutto, compreso gli inevitabili problemi di tutte le nuove tecnologie, sulle spalle del cittadino/consumatore/acquirente. E chi parla, senza cognizioni di causa, poi si lamenta che non crescono i consumi, non ci sono quindi margini d'impresa per la ricerca ed innovazione. Forse l'acquirente non ha più voglia d'essere consumatore e cittadino inascoltato? Qual'è l'impronta ecologia lasciata sul pianeta dalla Peugeot per il ciclo di vita dell' E-Vivacity ?.
4,33 kWh/100km per 46,2 Km ogni 2KW data base di 404 ricariche per 362 kWh e relativi consumi per 8.363 km su https://www.spritmonitor.de
Il Saxxx MadAss E è un interessante proposta, ha un motore elettrico posteriore da 1500W in grado di erogare una coppia massima di 200 Nm. SFM MadAss può essere acquistato con due differenti batterie, entrambe al litio: una da 48V 20 Ah 960 Wh in grado di spingere la moto fino a 25 km/h, l'altra da 48V 28 Ah 1344 Wh che fa raggiungere al Saxxx la velocità di 45 km/h.
Potrebbe non sembrare molto, ma l'SFM Saxxx MadAss E pesa solo 48 Kg! La batteria si carica in circa 6-7 ore e garantisce un'autonomia di 50-60 Km. I cerchi sono da 14" e l'impianto frenante prevede un freno a disco anteriore e un tamburo al posteriore.
Il prezzo di 3.000 euro (3.345 euro per la versione da 45 km/h), il sellino a due posti e la possibilità di richiuderlo e trasportarlo facilmente ne fanno una soluzione di trasporto interessante, "green" e soprattutto decisamente fun per risolvere il problema del traffico urbano.
Per CTS. Come già detto altre volte, il problema della diffusione dei mezzi elettrici trova ostacoli non tanto nella loro intrinseca realizzazione, quanto nello strapotere dei petrolieri e, se vogliamo, della classe politica. Orbene, posso dirti che in occasione della crisi petrolifera del 1971-1972 (ed oltre!) due SAGGI, partendo dalla potenza e dalla facilità di uso di motori elettrici montati sui CARRELLI ELEVATORI costruiti nell'Italia meridionale (pensaci su......) montarono il motore elettrico di un carrello elevatore su di un furgone Fiat che fu fatto girare ininterrottamente per ore e per giorni su di una pista pugliese (pensaci su.....). I risultati furono entusiasmanti. Soltanto dopo diverse settimane ci fu un piccolo guasto e furono chiamati due dipendenti della sOcietà che asseMblava il motore, persone che ripararono il guasto. Hai saputo più niente della diffusione del mezzo? Io no. Attendo una risposta. Buona giornata. Diavoletto
Per CTS. E' ovvio che i veicoli elettrici vengono "frenati" nella loro commercializzazione da interessi delle lobby... Ora facciamo un passo indietro. Da decenni negli enormi magazzini AL CHIUSO è vietato l'uso del carrello elevatore con motore a scoppio. Da sempre si usano quindi i carrelli elettrici. Carrelli elettrici dotati di ottima potenza capaci di sollevare da terra pesi di centinaia di chili e di ricaricarsi nel tempo massimo di otto ore. Il tempo di otto ore non è casuale, ma coincide con la durata dei turni degli operai. La potenza poi è sufficiente per far muovere agevolmente un mezzo. Quindi all'epoca, quei due SAGGI altro non fecero che applicare lo stesso motore elettrico del carrello elevatore ad un furgone. Venne scelto un furgone (probabilmente con carrozzeria in vetroresina leggera) sia per "non dare nell'occhio", sia per contenere comodamente i sistemi di rilevazione. Furgone che venne poi messo alla prova con estenuanti giri di pista. La prova fu favorevolissima ma purtroppo ho perso i contatti con chi mi notiziò del fatto che, facendo mente locale, risale almeno a TRENTA ANNI FA. Credo che tu abbia anche capito di quale motore elettrico si parli e quale era la sOcietà che asseMblava i motori..... Buona serata. Diavoletto
Il problema è che i muletti sono "contenti" di avere tanto peso addosso per bilanciare il carico che devono sollevare e le batterie al piombo sono ottime in questo caso, già in un camion potrebbero creare problemi di tipo burocratico facendo superare i 35 quintali al mezzo a pieno carico (o meglio, lasciando poco carico utile vista la tara del mezzo), figuriamoci in un mezzo come una moto o un'utilitaria.
I motori elettrici sono sempre stati molto performanti, ultimamente si sono diffusi i motori brushless (che non sono altro che motori trifase alimentati, attaverso un'apposito controller, da una corrente continua) ma nonostante tutte queste migliorie (soprattutto ai sistemi di controllo/gestione) il problema rimane quello della densità energetica, un esempio:
Altro problema, tempi di ricarica, un muletto lo posso lasciare caricare di notte, lo metto sotto carica alle 18 di sera e la mattina dopo lo trovo carico, poi se ha finito alle 2 di notte o alle 8 di mattina non mi fa differenza. Se sono in auto e mi mancano 100km e ci vogliono 2 ore per caricarla anche parzialmente... beh, non è cosa da poco, invece per fare 5 litri di benzina ci metto un minuto.
Con quello che ho scritto sembra che sia a favore della benzina/gasolio, invece sono alla continua ricerca di un'auto elettrica da modernizzare (una Seicento Elettra seconda versione se per caso ne trovate una a poco ) che sarebbe ottima per il mio percorso da pendolare... però in garage ho due "caffettiere" a combustione interna che al momento sono la cosa più pratica con la tecnologia attuale (certo potessi permettermi una Tesla S...)
Ecco un mio progetto del 1999/2000:
2 batterie al piombo da circa 100Ah, motore a magneti permanenti da 24V... ottima ripresa, velocità sui 50km/h, autonomia stimata in "tanti giri del campo di atletica"
Andrea81 ha scritto:...sono alla continua ricerca di un'auto elettrica da modernizzare...
Per i nuovi iscritti al forum che non conoscono ancora bene Andrea, segnalo quanto segue: se scrive che ha intenzione di "modernizzare" un'auto elettrica, non le darà solo la cera ma la rivolterà come un calzino. Alla faccia di Elon Musk.
Andrea81 ha scritto:Ecco un mio progetto del 1999/2000.