Quanti tipi di moto esistono?
Questa è una guida ciclopica, dato l'argomento, ispirata da TotoRider, e aggiornata costantemente.
La si può consultare o tramite il sottostante sommario (dove le varie tipologie, elencate in un certo ordine cronologico, sono raggruppate per categorie) o tramite i successivi post (dove le varie tipologie sono raggruppate in ordine alfabetico).
Si inizia l'elenco con le turistiche: se farete clic sulla prima tipologia, scoprirete i motivi che vi condurranno in questo appassionante aspetto del mondo delle due ruote!
Turistiche
Turistica / Classic / Vintage / Heritage / Sport Heritage
Maxi moto, Moto pesanti
Grand Tourer / GT / Gran Turismo
Crossover
Hyper Crossover
Naked
Naked
Streetfighter
Cafè racer
Hyper naked / Super naked
Neo Cafè, Neo Sports Cafè
Roadster
Sportive
Sport / Sportiva
Sport Production
Supersport / Supersportiva
Hyper sport / Iper sportiva / Hyper bike
Sport tourer
Superbike / Superbike Replica (stradali)
Enduro
Enduro
Adventure
Scrambler
Maxi enduro
Dual sport /Dual purpose / Rally
Motard
Supermotard / Super motard / Supermoto
Competizione
Arenacross
Bagger (pista)
Cross / Motocross / MX
Dragster
Endurance
Freestyle / FMX
Mini moto
MotoGP
Pit bike
Regolarità
Speedway / Dirt Track / Fiat Track / Short Track / Half Mile / Mile / Long Track
Superbike (pista)
Supercross
Supermotard
Trial
Twins / BOtT/ Supertwins
Vintage Cross
Custom
Cruiser
Chopper
Custom
Bagger (stradali)
Muscle Cruiser
Bobber
Varie
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Quanti tipi di moto esistono?
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Adventure
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Possiamo definire la categoria "Adventure" una specie di formidabile etichetta di marketing.
Infatti ogni costruttore ha una sua idea di che cosa sia una moto "Adventure".
Le "moto da avventura" sono principalmente moto da strada che hanno diverse caratteristiche per essere guidate su superfici non asfaltate, ma la loro distinzione tra tipologie simili non è così netta.
Le adventure sono quindi progettate per affrontare lunghi viaggi su asfalto e senza temere anche l'off-road più impegnativo. Rispetto alle crossover, si distinguono per una maggiore altezza da terra, sospensioni a lunga escursione, ruote - con anteriore da 19 o da 21 pollici - preferibilmente dotate di cerchi a raggi, protezioni per il motore e per le parti più delicate della moto, con una dotazione di accessori specifici per vivere la guida all'avventura. Sono le compagne ideali per i viaggiatori che non si pongono limiti e che vogliono esplorare anche i terreni più accidentati, anche a lungo raggio.
Esempi di moto adventure sono la mitica BMW R 80 G/S, che per prima ha creato questo segmento ma che all'epoca non aveva questo nome poiché rientrava nella più comune tipologia "maxi enduro", BMW R 1250 o 1300 GS, KTM 1290 Adventure R o la Triumph Tiger Explorer 1200.

BMW R 80 G/S: con lei per la prima volta le moto da entrofuoristrada non sono più delle leggere monocilindriche.
Possiamo definire la categoria "Adventure" una specie di formidabile etichetta di marketing.
Infatti ogni costruttore ha una sua idea di che cosa sia una moto "Adventure".
Le "moto da avventura" sono principalmente moto da strada che hanno diverse caratteristiche per essere guidate su superfici non asfaltate, ma la loro distinzione tra tipologie simili non è così netta.
Le adventure sono quindi progettate per affrontare lunghi viaggi su asfalto e senza temere anche l'off-road più impegnativo. Rispetto alle crossover, si distinguono per una maggiore altezza da terra, sospensioni a lunga escursione, ruote - con anteriore da 19 o da 21 pollici - preferibilmente dotate di cerchi a raggi, protezioni per il motore e per le parti più delicate della moto, con una dotazione di accessori specifici per vivere la guida all'avventura. Sono le compagne ideali per i viaggiatori che non si pongono limiti e che vogliono esplorare anche i terreni più accidentati, anche a lungo raggio.
Esempi di moto adventure sono la mitica BMW R 80 G/S, che per prima ha creato questo segmento ma che all'epoca non aveva questo nome poiché rientrava nella più comune tipologia "maxi enduro", BMW R 1250 o 1300 GS, KTM 1290 Adventure R o la Triumph Tiger Explorer 1200.

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Bagger
Bagger
Per essere considerata una bagger una moto deve possedere delle caratteristiche ben precise, prima fra tutte essere obbligatoriamente equipaggiata con grosse valigie laterali rigide, la cui forma poi caratterizza una coda sfuggente.
Le dimensioni delle moto devono essere generose (quindi sono moto molto lunghe, larghe e pesanti) e il motore deve essere di cilindrata alta, almeno da 1.300 cm³ in su. Infine, il pilota deve essere ben protetto dalla carenatura anteriore e dal parabrezza dalla grande superficie.
Quindi le bagger siano moto piuttosto impegnative sia dal punto di vista del prezzo che della guida.

Indian Chieftain Limited Thunderstroke 1890 cm³: più americana e bagger di questa?

BMW K 1600 B: la "B" sta proprio per "Bagger".

Honda GL 1800 Gold Wing. È una bagger, ma è soprattutto una Grand Tourer
Negli USA hanno creato la solita americanata: una competizione di velocità per le mastodontiche moto con le borse! Maggiori informazioni a questo link.
Per essere considerata una bagger una moto deve possedere delle caratteristiche ben precise, prima fra tutte essere obbligatoriamente equipaggiata con grosse valigie laterali rigide, la cui forma poi caratterizza una coda sfuggente.
Le dimensioni delle moto devono essere generose (quindi sono moto molto lunghe, larghe e pesanti) e il motore deve essere di cilindrata alta, almeno da 1.300 cm³ in su. Infine, il pilota deve essere ben protetto dalla carenatura anteriore e dal parabrezza dalla grande superficie.
Quindi le bagger siano moto piuttosto impegnative sia dal punto di vista del prezzo che della guida.

Indian Chieftain Limited Thunderstroke 1890 cm³: più americana e bagger di questa?

BMW K 1600 B: la "B" sta proprio per "Bagger".

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Bobber
Bobber
Le bobber sono moto che - al contrario delle custom o delle cruiser - non hanno alcun tipo di cromatura (neppure alle ruote, rigorosamente nere o al massimo bianche o rosse), sono molto più spartane (molte non hanno neppure il parafango anteriore, le luci o gli specchietti retrovisori), hanno degli pneumatici dalla spalla alta, parafango posteriore "bobbed" ridotto (vedere la curiosità del nome nella nota), sella monoposto e vengono costruite mantenendo il telaio originale, che invece nel caso dei chopper viene spesso pesantemente modificato, tagliato e risaldato.
L'alleggerimento delle motociclette risale agli anni '30, '40 e '50 del 1900, nel periodo delle classiche gare di Dirt Track, velocità e "Hills Climbing" (arrampicata sulle colline ripide, in quel caso le bobber vengono dotate di pneumatici con tacchetti). In quel periodo non c'era la possibilità di acquistare pezzi di ricambio prestazionali e quindi il modo migliore per incrementare le prestazioni era togliere peso. Così succedeva che in settimana i ragazzi andavano al lavoro con la motocicletta "stock" (di seie), per ritrovarsi nei fine settimana a gareggiare con la stessa moto alla quale appunto toglievano tutto ciò che non fosse necessario (come ad esempio il faro, per non romperlo). Alla fine delle competizioni rimontavano tutto per poter circolare su strada senza infrangere la legge.

Triumph Bonneville 1200 Bobber: per circolare su strada le luci e i parafanghi non le sono stati tolti...
Nota: il nome "bobber" deriva dalla pratica del "bob-job" (o "bobbing"), locuzione proveniente dal termine "bobtail", una abbreviazione di "bobbed tail", traducibile letteralmente come "coda mozzata" (pratica a cui venivano spesso sottoposti i cani "Bobtail"): quindi il taglio del parafango posteriore era caratteristico di queste motociclette.
Le bobber sono moto che - al contrario delle custom o delle cruiser - non hanno alcun tipo di cromatura (neppure alle ruote, rigorosamente nere o al massimo bianche o rosse), sono molto più spartane (molte non hanno neppure il parafango anteriore, le luci o gli specchietti retrovisori), hanno degli pneumatici dalla spalla alta, parafango posteriore "bobbed" ridotto (vedere la curiosità del nome nella nota), sella monoposto e vengono costruite mantenendo il telaio originale, che invece nel caso dei chopper viene spesso pesantemente modificato, tagliato e risaldato.
L'alleggerimento delle motociclette risale agli anni '30, '40 e '50 del 1900, nel periodo delle classiche gare di Dirt Track, velocità e "Hills Climbing" (arrampicata sulle colline ripide, in quel caso le bobber vengono dotate di pneumatici con tacchetti). In quel periodo non c'era la possibilità di acquistare pezzi di ricambio prestazionali e quindi il modo migliore per incrementare le prestazioni era togliere peso. Così succedeva che in settimana i ragazzi andavano al lavoro con la motocicletta "stock" (di seie), per ritrovarsi nei fine settimana a gareggiare con la stessa moto alla quale appunto toglievano tutto ciò che non fosse necessario (come ad esempio il faro, per non romperlo). Alla fine delle competizioni rimontavano tutto per poter circolare su strada senza infrangere la legge.

Triumph Bonneville 1200 Bobber: per circolare su strada le luci e i parafanghi non le sono stati tolti...
Nota: il nome "bobber" deriva dalla pratica del "bob-job" (o "bobbing"), locuzione proveniente dal termine "bobtail", una abbreviazione di "bobbed tail", traducibile letteralmente come "coda mozzata" (pratica a cui venivano spesso sottoposti i cani "Bobtail"): quindi il taglio del parafango posteriore era caratteristico di queste motociclette.
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Cafè racer
Cafè racer
Negli anni '60 del 1900, nel Regno Unito, delle motociclette stradali vennero spogliate di tutto quanto legato al turismo - proprio come le bobber - e vennero dotate di (pochissimi) accessori specialistici e sovrastrutture modificate - spesso autocostruite - in maniera tale da sembrare moto da competizione, ma in realtà utilizzate esclusivamente per fare bella mostra davanti ai locali pubblici ed ecco che i detrattori di questa tipologia coniarono il termine "Cafè racer" per indicarle in modo dispregiativo.
Le modifiche apportate erano principalmente: semimanubri da corsa "clip-on" bassi e stretti, sella monoposto con codino e terminale di scarico a tromboncino. Modifiche optional erano il montaggio di un piccolo cupolino, sospensioni e freni con componenti più prestazionali, motore sottoposto ad elaborazione, carburatori maggiorati, rimozione del filtro dell'aria, ammortizzatori più corti e rigidi.
Al termine della trasformazione, erano soprattutto la diversa e più distesa posizione di guida imposta dall'utilizzo di mezzi manubri e la diminuzione di peso a rendere le moto leggermente più prestazionali della versione di serie.
Oggi per Café racer si intende una motocicletta dall'aspetto sportivo, spesso in stile rétro, strutturalmente e meccanicamente comparabile ad una motocicletta di serie. Con la diversificazione del mercato della motocicletta, il principio stesso delle Cafè racer è venuto meno, in quanto ormai disponibili vere e proprie race-replica. Questo tipo di motociclette è rimasta come filosofia e stilemi costruttivi nel mondo delle moto custom (dall'inglese "to custom": personalizzare) dove ciclicamente riacquista popolarità.

Triumph Thruxton 900: quando la Café racer è di serie, con semimanubri, sella monoposto e terminali di scarico a tromboncino.

BMW R 12 Nine T: come la classifichiamo? Café racer? Sport heritage? Scrambler (la versione con la sella lunga)?
Negli anni '60 del 1900, nel Regno Unito, delle motociclette stradali vennero spogliate di tutto quanto legato al turismo - proprio come le bobber - e vennero dotate di (pochissimi) accessori specialistici e sovrastrutture modificate - spesso autocostruite - in maniera tale da sembrare moto da competizione, ma in realtà utilizzate esclusivamente per fare bella mostra davanti ai locali pubblici ed ecco che i detrattori di questa tipologia coniarono il termine "Cafè racer" per indicarle in modo dispregiativo.
Le modifiche apportate erano principalmente: semimanubri da corsa "clip-on" bassi e stretti, sella monoposto con codino e terminale di scarico a tromboncino. Modifiche optional erano il montaggio di un piccolo cupolino, sospensioni e freni con componenti più prestazionali, motore sottoposto ad elaborazione, carburatori maggiorati, rimozione del filtro dell'aria, ammortizzatori più corti e rigidi.
Al termine della trasformazione, erano soprattutto la diversa e più distesa posizione di guida imposta dall'utilizzo di mezzi manubri e la diminuzione di peso a rendere le moto leggermente più prestazionali della versione di serie.
Oggi per Café racer si intende una motocicletta dall'aspetto sportivo, spesso in stile rétro, strutturalmente e meccanicamente comparabile ad una motocicletta di serie. Con la diversificazione del mercato della motocicletta, il principio stesso delle Cafè racer è venuto meno, in quanto ormai disponibili vere e proprie race-replica. Questo tipo di motociclette è rimasta come filosofia e stilemi costruttivi nel mondo delle moto custom (dall'inglese "to custom": personalizzare) dove ciclicamente riacquista popolarità.

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