Lo smartphone consiglia il dentifricio della mamma. Per quelli che pensano che il telefonino li ascolti: no, non ne ha bisogno
In sintesi: un signore è stato a casa di sua madre per una settimana, e si è visto comparire sul telefonino la pubblicità del dentifricio usato da lei e che ha usato anche lui. Non hanno mai parlato del dentifricio in questione. Allora come fa lo smartphone a proporglielo?
Come bloccare uno strapotere?
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Come bloccare lo strapotere del tracciamento?
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Come bloccare lo strapotere dello smartphone?
Personalmente non mi sono mai fidato di delegare al mio smartphone tutti i miei dati personali.
Infatti, non uso l'autenticazione a due fattori (quando me lo consentono) perché la gente che la adotta si dimentica spesso che uno smartphone si può smarrire, rubare, rompere, scaricare o non agganciare alla Rete e se si ha, per esempio, l'urgenza di effettuare una operazione di home banking è un grosso problema...
Infatti, proteggo il mio sistema Android con la criptazione della memoria.
Infatti, l'account che utilizzo sul telefonino non è il mio account Google "vero", quello principale: è soltanto un account di scorta, che riceve i dati (e non tutti) dal mio account Google "vero", quello principale.
Infatti, la posta ricevuta dal account Google "vero", quello principale, è da me costantemente, maniacalmente, cancellata ed il Cestino svuotato.
Idem con i miei SMS o con i miei messaggi Telegram.
Infatti, l'accesso al mio smartphone è protetto da password (nei dati biometrici vedo solo aspetti negativi su cui adesso non mi soffermo), così come è protetta da password la SIM.
Infatti, le app più importanti (Gmail, Play Store, Impostazioni, Gestore File, Drive, Firefox, Signal, Telegram, AppLock... - notate la mancanza di Facebook e Whatsapp) sono protette dalla password di accesso di AppLock..
Infatti, nel mio Google Drive di quell'account di scorta, non ci sono file importanti.
Infatti, comunque nel mio smartphone non conservo mai fotografie personali ma solo fotografie generiche (avvisi, cartelli di orari ambulatoriali e cose di questo genere).
E così via (se dovessi perdere lo smartphone mi dispererei per i soldi necessari al nuovo acquisto, non per i dati in esso contenuti...).
Sono un tipo paranoico? No, assolutamente... è che non mi fido a lasciare tutti i miei dati personali e finanziari in un apparecchio che è molto più agevole da trafugare (e più facile da rompersi) rispetto a un notebook o a un PC desktop...
La storia che segue, che è vera ed è tratta dal blog di Paolo Attivissimo (come del resto il post precedente, si focalizza sugli "appuntamenti galanti". Io invece vi faccio riflettere sugli smartphone utilizzati, stupidamente, come onnipresenti ed esclusivi token personali.
--
Questa storia inizia con tre ingredienti: uno smartphone, un cuore solitario e delle criptovalute. Uno di questi ingredienti sta per sparire in circostanze misteriose; due resteranno. Provate a indovinare quali. È importante, perché storie come questa succedono realmente e possono capitare a tutti.
----
Infatti, non uso l'autenticazione a due fattori (quando me lo consentono) perché la gente che la adotta si dimentica spesso che uno smartphone si può smarrire, rubare, rompere, scaricare o non agganciare alla Rete e se si ha, per esempio, l'urgenza di effettuare una operazione di home banking è un grosso problema...
Infatti, proteggo il mio sistema Android con la criptazione della memoria.
Infatti, l'account che utilizzo sul telefonino non è il mio account Google "vero", quello principale: è soltanto un account di scorta, che riceve i dati (e non tutti) dal mio account Google "vero", quello principale.
Infatti, la posta ricevuta dal account Google "vero", quello principale, è da me costantemente, maniacalmente, cancellata ed il Cestino svuotato.
Idem con i miei SMS o con i miei messaggi Telegram.
Infatti, l'accesso al mio smartphone è protetto da password (nei dati biometrici vedo solo aspetti negativi su cui adesso non mi soffermo), così come è protetta da password la SIM.
Infatti, le app più importanti (Gmail, Play Store, Impostazioni, Gestore File, Drive, Firefox, Signal, Telegram, AppLock... - notate la mancanza di Facebook e Whatsapp) sono protette dalla password di accesso di AppLock..
Infatti, nel mio Google Drive di quell'account di scorta, non ci sono file importanti.
Infatti, comunque nel mio smartphone non conservo mai fotografie personali ma solo fotografie generiche (avvisi, cartelli di orari ambulatoriali e cose di questo genere).
E così via (se dovessi perdere lo smartphone mi dispererei per i soldi necessari al nuovo acquisto, non per i dati in esso contenuti...).
Sono un tipo paranoico? No, assolutamente... è che non mi fido a lasciare tutti i miei dati personali e finanziari in un apparecchio che è molto più agevole da trafugare (e più facile da rompersi) rispetto a un notebook o a un PC desktop...
La storia che segue, che è vera ed è tratta dal blog di Paolo Attivissimo (come del resto il post precedente, si focalizza sugli "appuntamenti galanti". Io invece vi faccio riflettere sugli smartphone utilizzati, stupidamente, come onnipresenti ed esclusivi token personali.
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Questa storia inizia con tre ingredienti: uno smartphone, un cuore solitario e delle criptovalute. Uno di questi ingredienti sta per sparire in circostanze misteriose; due resteranno. Provate a indovinare quali. È importante, perché storie come questa succedono realmente e possono capitare a tutti.
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Come bloccare lo strapotere di Facebook?
«Facebook opera in regime di monopolio e strangola i clienti»: attacco dall’antitrust Usa
Ancora una volta, notizie negative sull'universo Facebook/Whatsapp/Instagram.

Ancora una volta, notizie negative sull'universo Facebook/Whatsapp/Instagram.

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Come bloccare lo strapotere di Facebook?
«Facebook ha occultato il rapporto che la metteva in cattiva luce»: periodo difficile per Facebook, che negli USA deve difendersi dall'accusa di monopolio ufficializzata lo scorso 19 agosto dalla Federal Trade Commission e basata sulle acquisizioni di WhatsApp e Instagram.
Ancora una volta, notizie negative sull'universo Facebook/Whatsapp/Instagram.
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Come bloccare lo strapotere di Instagram?
Come bloccare lo strapotere di Instagram?
Instagram fa male alle ragazzine. Facebook lo sa, ma tace
La rivelazione è contenuta in un documento interno al social network. Il Congresso USA ora indaga.
Il sospetto che Facebook non sia esattamente un esempio di trasparenza non è esattamente una novità ma ultimamente alcune rivelazioni fatte dal Wall Street Journal contribuiscono a mettere il social network in blu in una luce ancora peggiore.
Dopo l'ammissione del fatto che le regole della piattaforma non si applicano ai VIP, il quotidiano americano rivela che Facebook sa perfettamente quanto Instagram - che è di sua proprietà - faccia male agli adolescenti, ma sostanzialmente decide di ignorare questo fenomeno.
Il resoconto si basa su alcuni documenti interni dai quali si apprende che il social network ha già condotto alcune ricerche approfondite, ma non pensate per la pubblicazione, al fine di verificare se e quanto la "cultura" nata intorno a piattaforme come Instagram abbia effetti negativi sugli utenti più giovani, e in particolare sulle ragazze adolescenti.
Il risultato dell'indagine è che Instagram viene percepito ed utilizzato come uno strumento essenziale e potente di «comparazione sociale» (più ancora di TikTok e Snapchat, secondo le ricerche condotte): le ragazzine soprattutto lo adoperano come un campo di battaglia in cui le armi sono le fotografie e i video e da cui emerge vincitore chi ha dimostrato il proprio valore in ambiti quali la bellezza estetica e il successo.
Studentesse ammettono di utilizzare Instagram per capire quanto siano "popolari", ossia benvolute e persino invidiate dalle coetanee che lo sono di meno, e si regolano su parametri che Instagram stesso pensa a fornire bombardandole di pubblicità e fotografie che raffigurano donne con corpi idealizzati.
Se già l'adolescenza è l'età dell'insicurezza e pressoché ogni ragazza pensa di non essere abbastanza bella, abbastanza magra, abbastanza apprezzata rispetto alle altre, Instagram potenzia in modo estremo questi atteggiamenti. Facebook stessa nel documento interno ammette: «Stiamo peggiorando i problemi relativi alla percezione del proprio corpo per una ragazza su tre».

Il rapporto del Wall Street Journal è lungo e dettagliato, ma alcuni punti meritano una particolare sottolineatura.
Per esempio, si apprende che una delle ricerche condotte da Facebook ha rilevato come il 40% delle utenti in USA e Regno Unito ha iniziato a sentirsi «brutta» dopo aver iniziato ad adoperare Instagram, a causa del confronto con le immagini ritoccate proposte.
Sono poi le adolescenti stesse che, nei sondaggi, hanno ammesso a Facebook di sentirsi «dipendenti da Instagram» e che vorrebbero potersene liberare almeno un po', riuscendo a evitare l'impulso di controllare gli aggiornamenti in continuazione; manca però l'autocontrollo per farlo.
Un'indagine del 2019, poi, conclude che «le adolescenti danno la colpa a Instagram per l'aumento di ansia e depressione», e tale fenomeno è stato non solo registrato in tutti i gruppi, ma è stato ammesso senza che alcuna domanda in merito fosse stata posta.
Infine, un 13% delle utenti britanniche e un 6% di quelle statunitensi che hanno ammesso di aver avuto impulsi suicidi ha rivelato di ritenere che l'idea sia nata a seguito del confronto con le altre utenti di Instagram e coi modelli proposti.
Tutto ciò sarebbe già inquietante in sé, ma assume connotati ancora più oscuri se lo si rapporta alla posizione ufficiale di Facebook: mentre internamente i dirigenti sapevano, all'esterno nulla trapelava; e non sarebbe mai trapelato se i documenti riservati non fossero stati trafugati.
Anche davanti alle richieste dirette del Senato americano, Facebook ha cercato di evitare ogni approfondimento: «Le risposte di Facebook sono state così evasive da sollevare molte ulteriori domande su ciò che stesse nascondendo» ha commentato il senatore Richard Blumenthal.
«Sembra che abbiano preso lezioni dalle grandi aziende del tabacco, prendendo di mira gli adolescenti tramite prodotti pericolosi, nascondendo al pubblico le ricerche scientifiche in merito» ha aggiunto il senatore.
Gli unici tentativi fatti da Facebook per contrastare i fenomeni rilevati stanno in modifiche all'interfaccia di Instagram come l'aggiunta della possibilità di nascondere il conteggio dei like, un numero capace di «generare ansia» negli utenti, ma gli effetti sono stati praticamente assenti.
Così, nonostante le prove circa i possibili danni derivanti dall'uso di Instagram, tutto è continuato sino a ora. Adesso che la rivelazione è stata fatta, però, il Congresso americano per opera di due senatori - tra cui il già citato Richard Blumenthal - ha deciso di avviare un'indagine.
«È evidente che Facebook non è capace di assumersi le proprie responsabilità» hanno dichiarato i senatori. «Il resoconto del Wall Street Journal rivela che i dirigenti di Facebook sono concentrati sulla crescita a tutti i costi, dando maggior valore al profitto piuttosto che alla salute e alle vite di bambini e adolescenti».
In attesa di vedere se ciò porterà a risultati concreti, il suggerimento è quindi: se avete dei figli adolescenti, non lasciateli troppo spesso soli con lo smartphone, specialmente se insistono nel voler usare i social network.
Instagram fa male alle ragazzine. Facebook lo sa, ma tace
La rivelazione è contenuta in un documento interno al social network. Il Congresso USA ora indaga.
Il sospetto che Facebook non sia esattamente un esempio di trasparenza non è esattamente una novità ma ultimamente alcune rivelazioni fatte dal Wall Street Journal contribuiscono a mettere il social network in blu in una luce ancora peggiore.
Dopo l'ammissione del fatto che le regole della piattaforma non si applicano ai VIP, il quotidiano americano rivela che Facebook sa perfettamente quanto Instagram - che è di sua proprietà - faccia male agli adolescenti, ma sostanzialmente decide di ignorare questo fenomeno.
Il resoconto si basa su alcuni documenti interni dai quali si apprende che il social network ha già condotto alcune ricerche approfondite, ma non pensate per la pubblicazione, al fine di verificare se e quanto la "cultura" nata intorno a piattaforme come Instagram abbia effetti negativi sugli utenti più giovani, e in particolare sulle ragazze adolescenti.
Il risultato dell'indagine è che Instagram viene percepito ed utilizzato come uno strumento essenziale e potente di «comparazione sociale» (più ancora di TikTok e Snapchat, secondo le ricerche condotte): le ragazzine soprattutto lo adoperano come un campo di battaglia in cui le armi sono le fotografie e i video e da cui emerge vincitore chi ha dimostrato il proprio valore in ambiti quali la bellezza estetica e il successo.
Studentesse ammettono di utilizzare Instagram per capire quanto siano "popolari", ossia benvolute e persino invidiate dalle coetanee che lo sono di meno, e si regolano su parametri che Instagram stesso pensa a fornire bombardandole di pubblicità e fotografie che raffigurano donne con corpi idealizzati.
Se già l'adolescenza è l'età dell'insicurezza e pressoché ogni ragazza pensa di non essere abbastanza bella, abbastanza magra, abbastanza apprezzata rispetto alle altre, Instagram potenzia in modo estremo questi atteggiamenti. Facebook stessa nel documento interno ammette: «Stiamo peggiorando i problemi relativi alla percezione del proprio corpo per una ragazza su tre».

Il rapporto del Wall Street Journal è lungo e dettagliato, ma alcuni punti meritano una particolare sottolineatura.
Per esempio, si apprende che una delle ricerche condotte da Facebook ha rilevato come il 40% delle utenti in USA e Regno Unito ha iniziato a sentirsi «brutta» dopo aver iniziato ad adoperare Instagram, a causa del confronto con le immagini ritoccate proposte.
Sono poi le adolescenti stesse che, nei sondaggi, hanno ammesso a Facebook di sentirsi «dipendenti da Instagram» e che vorrebbero potersene liberare almeno un po', riuscendo a evitare l'impulso di controllare gli aggiornamenti in continuazione; manca però l'autocontrollo per farlo.
Un'indagine del 2019, poi, conclude che «le adolescenti danno la colpa a Instagram per l'aumento di ansia e depressione», e tale fenomeno è stato non solo registrato in tutti i gruppi, ma è stato ammesso senza che alcuna domanda in merito fosse stata posta.
Infine, un 13% delle utenti britanniche e un 6% di quelle statunitensi che hanno ammesso di aver avuto impulsi suicidi ha rivelato di ritenere che l'idea sia nata a seguito del confronto con le altre utenti di Instagram e coi modelli proposti.
Tutto ciò sarebbe già inquietante in sé, ma assume connotati ancora più oscuri se lo si rapporta alla posizione ufficiale di Facebook: mentre internamente i dirigenti sapevano, all'esterno nulla trapelava; e non sarebbe mai trapelato se i documenti riservati non fossero stati trafugati.
Anche davanti alle richieste dirette del Senato americano, Facebook ha cercato di evitare ogni approfondimento: «Le risposte di Facebook sono state così evasive da sollevare molte ulteriori domande su ciò che stesse nascondendo» ha commentato il senatore Richard Blumenthal.
«Sembra che abbiano preso lezioni dalle grandi aziende del tabacco, prendendo di mira gli adolescenti tramite prodotti pericolosi, nascondendo al pubblico le ricerche scientifiche in merito» ha aggiunto il senatore.
Gli unici tentativi fatti da Facebook per contrastare i fenomeni rilevati stanno in modifiche all'interfaccia di Instagram come l'aggiunta della possibilità di nascondere il conteggio dei like, un numero capace di «generare ansia» negli utenti, ma gli effetti sono stati praticamente assenti.
Così, nonostante le prove circa i possibili danni derivanti dall'uso di Instagram, tutto è continuato sino a ora. Adesso che la rivelazione è stata fatta, però, il Congresso americano per opera di due senatori - tra cui il già citato Richard Blumenthal - ha deciso di avviare un'indagine.
«È evidente che Facebook non è capace di assumersi le proprie responsabilità» hanno dichiarato i senatori. «Il resoconto del Wall Street Journal rivela che i dirigenti di Facebook sono concentrati sulla crescita a tutti i costi, dando maggior valore al profitto piuttosto che alla salute e alle vite di bambini e adolescenti».
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Come bloccare lo strapotere di Google?
Vuoi utilizzare i servizi Google, dalla ricerca a Drive a Gmail?
Google deve avere il tuo numero di carta di credito o la tua carta di identità!
https://i.ibb.co/xMj4zzc/Immagine-01.png
https://i.ibb.co/WyDbqKb/Immagine-02.png
https://i.ibb.co/SV0jgV8/Immagine-03.png
Google deve avere il tuo numero di carta di credito o la tua carta di identità!
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Come bloccare lo strapotere di Facebook?
Ancora una volta, notizie negative sull'universo Facebook/Whatsapp/Instagram.
“Facebook è un’azienda marcia”: Cory Doctorow spiega perché. Documentando i danni
I danni sociali causati da Facebook sono ampiamente sottostimati e spesso ignorati. Traduco qui un magistrale, implacabile thread Twitter di Cory Doctorow su questo tema, che si può leggere integralmente in originale anche su Pluralistic.net. Mi sono permesso di aggiungere alcuni link e alcune note di chiarimento
“Facebook è un’azienda marcia”: Cory Doctorow spiega perché. Documentando i danni
I danni sociali causati da Facebook sono ampiamente sottostimati e spesso ignorati. Traduco qui un magistrale, implacabile thread Twitter di Cory Doctorow su questo tema, che si può leggere integralmente in originale anche su Pluralistic.net. Mi sono permesso di aggiungere alcuni link e alcune note di chiarimento
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Come bloccare lo strapotere di Apple?
Continuiamo con il discorso delle "viti proprietarie" di Apple.
Leggete l'articolo "Apple mostra uno scarso indice di riparabilità per i suoi iPhone".
Nel link al sito francese contenuto nell'articolo, https://www.indicereparabilite.fr/appareils/ , si trovano indicazioni interessanti su vari prodotti. Delusione grande, per me, al link dei televisori, dove Panasonic - di cui ho sempre ammirato la tecnologia e l'affidabilità - se ne esce con giudizi pessimi!
Apple è in buona compagnia, quindi...
Leggete l'articolo "Apple mostra uno scarso indice di riparabilità per i suoi iPhone".
Nel link al sito francese contenuto nell'articolo, https://www.indicereparabilite.fr/appareils/ , si trovano indicazioni interessanti su vari prodotti. Delusione grande, per me, al link dei televisori, dove Panasonic - di cui ho sempre ammirato la tecnologia e l'affidabilità - se ne esce con giudizi pessimi!
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Come bloccare lo strapotere di Microsoft e Windows 11 (e UEFI SecureBoot)?
Windows 11, il sistema operativo che nessuno voleva...
Microsoft cede: Windows 11 si installa anche su hardware incompatibile
Se il PC non raggiunge i requisiti minimi previsti da Windows 11, l'installazione (per adesso) non si blocca, ma l'utente sappia che procede a proprio rischio e pericolo.
Per me ne vedremo delle belle con 'sto Windows 11, come per l'inutile UEFI, il sostituto del BIOS, già aggredito con un bootkit.
E a proposito di UEFI, beccatevi anche questo recente FinFisher, come funziona il malware. UEFI bootkit che infetta Windows Boot Manager.
Microsoft cede: Windows 11 si installa anche su hardware incompatibile
Se il PC non raggiunge i requisiti minimi previsti da Windows 11, l'installazione (per adesso) non si blocca, ma l'utente sappia che procede a proprio rischio e pericolo.
Per me ne vedremo delle belle con 'sto Windows 11, come per l'inutile UEFI, il sostituto del BIOS, già aggredito con un bootkit.
E a proposito di UEFI, beccatevi anche questo recente FinFisher, come funziona il malware. UEFI bootkit che infetta Windows Boot Manager.
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Come bloccare lo strapotere di Facebook?
Sulla stessa linea di questo:
Facebook promuove l'odio per profitto
Il social network si sarebbe comportato in questo modo, promuovendo la diffusione di contenuti «estremisti e pericolosi», poiché le ricerche interne «mostrano che diffondere contenuti pieni d'odio, divisivi, polarizzanti genera più facilmente ira ed emozioni forti negli utenti».
Ciò spinge quegli stessi utenti a intervenire in maniera più massiccia di quanto farebbero con contenuti meno estremi, e ciò li porta a passare più tempo sul social network, il che a sua volta si traduce in un maggior numero di clic sulle pubblicità e, di conseguenza, in ricavi maggiori.
cts ha scritto:Ancora una volta, notizie negative sull'universo Facebook/Whatsapp/Instagram.
“Facebook è un’azienda marcia”: Cory Doctorow spiega perché. Documentando i danni
I danni sociali causati da Facebook sono ampiamente sottostimati e spesso ignorati. Traduco qui un magistrale, implacabile thread Twitter di Cory Doctorow su questo tema, che si può leggere integralmente in originale anche su Pluralistic.net. Mi sono permesso di aggiungere alcuni link e alcune note di chiarimento
Facebook promuove l'odio per profitto
Il social network si sarebbe comportato in questo modo, promuovendo la diffusione di contenuti «estremisti e pericolosi», poiché le ricerche interne «mostrano che diffondere contenuti pieni d'odio, divisivi, polarizzanti genera più facilmente ira ed emozioni forti negli utenti».
Ciò spinge quegli stessi utenti a intervenire in maniera più massiccia di quanto farebbero con contenuti meno estremi, e ciò li porta a passare più tempo sul social network, il che a sua volta si traduce in un maggior numero di clic sulle pubblicità e, di conseguenza, in ricavi maggiori.
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