...usare l’identità digitale fornita dallo Stato (SPID) anche per gli acquisti e i servizi nel settore privato significa collegare le attività private (che in una democrazia non devono interessare a uno Stato) a quelle che riguardano lo Stato (tasse, certificati, atti pubblici), e questa è sempre una pessima idea. Vostra figlia ha il diritto di acquistare un sextoy o leggere Mein Kampf o una guida all’Islam o un sito sull’aborto o la contraccezione senza che lo Stato ci possa mettere il becco o schedarla per le sue abitudini.
Per chi obietta che con SPID lo Stato non sa cosa ha comprato o letto vostra figlia perché non vede cosa fa nel sito nel quale si è loggata usando SPID, va detto che a volte basta che lo Stato (o l’Identity Provider privato che offre il servizio SPID per conto dello Stato) sappia il nome del sito per capire cosa ha comprato, letto o guardato la visitatrice.
È il solito problema dei metadati. Se vostra figlia si logga su Sextoys-per-ragazze punto com, Meinkampf-aveva-ragione punto com, Gravidanza-inattesa punto com, Rovesciare-il-governo punto it o Islam-per-tutti punto info, non ci vuole un grande studio per dedurre i suoi interessi, orientamenti e problemi.
E per “lo Stato” non intendo solo lo Stato attuale, ma tutti gli Stati possibili futuri: ammesso che vi fidiate dello Stato che esiste ora, non potete sapere se salirà al potere un governo che prenderà di mira qualche condizione o pratica che prima era legittima (consumo di droghe, aborto, vasectomia, omosessualità, orientamento religioso o politico, tanto per fare qualche esempio). Anche dichiararsi ebrei nel censimento meccanizzato dall’IBM non sembrava un problema in Germania o in Francia, fino a che è salito al potere il nazismo e ha usato quei dati per uno sterminio di massa.
Su quest'ultimo paragrafo voglio rendere noto un libro sconosciuto ai più: L'IBM e l'Olocausto.
In questa pagina vi si legge una recensione illuminante:
Il libro si legge senza interruzioni, come fosse un romanzo di avventura, e invece è la fredda analisi di come per la prima volta una tecnologia che poteva essere usata per il bene dell'umanità fu invece utilizzata nella deportazione e uccisione sistematica di un intero popolo. Forse sono uno dei "pochi fortunati" che ha avuto la possibilità di comprarlo prima che scomparisse inspiegabilmente da tutti i cataloghi. Senza entrare nel merito, sembra che a qualcuno un libro del genere non piaccia, eppure...
Come si legge nel risvolto: come fecero i Nazisti a movimentare, catalogare, censire, un numero impressionante di persone, e riuscire ad organizzare treni carichi di "morte", che partivano da una stazione e arrivavano direttamente nei campi di sterminio?
L'utilizzo di carta e penna sarebbe stato impossibile. Passare al settaggio giganteschi volumi pieno di date, cifre, parentele, era improponibile. La sezione Europea dell'IBM grazie alla casa madre americana, perfezionò quello che è l'antenato più lontano dei moderni PC: un metodo a schede perforate che riportavano i dati di milioni di persone. Dopo la prima catalogazione tramite schede, era assai facile (per il tempo) ottenere liste di persone con caratteristiche "particolari". Ad esempio se si era Ebreo di prima o seconda generazione, sulla propria scheda compariva o non compariva un foro, oppure si trovava in un altro punto della propria scheda di catalogazione. Una volta settata la macchina perché passasse al vaglio e trovasse schede con certe caratteristiche, bastava inserire le schede e il macchinario faceva il resto, facendo passare le schede che non avevano certe caratteristiche e archiviando in un'altra uscita, le schede di persone che rispettavano determinate ricerche. E voilà... invece che mesi e mesi per fare un lavoro del genere, si impiegavano pochi giorni, ed ecco liste "di indesiderati" già pronte per essere usate. E tutta la tecnologia, i macchinari e le schede di carta cerata erano esclusiva della sezione Europea dell'IBM. Finita la guerra, con la smobilitazione delle filiali in Europa, i soldi che le filiali Europee avevano accumulate sparirono dal vecchio Mondo, per tornare nelle tasche della casa madre. Molti anni più tardi, l'evoluzione delle schede perforate sarebbero state utilizzate come input da dare ai primi sistemi di calcolo, ovviamente con macchinari sempre più complessi. Ma quei fori esistenti o assenti che hanno segnato la vita vita di milioni di persone, altro non sono che l'antenato, il prozio del sistema binario 0-1 dei linguaggi macchina.
Maggiori informazioni su questo vergognoso business di sterminio sono nel bolg di questo link: L'IBM e l'olocausto
Vi riporto l'articolo integrale.
E' ormai introvabile in Italia il libro di Edwin Black del 2001: "L'IBM e l'olocausto", che descrive il ruolo svolto dall'IBM nel censimento e nella deportazione degli ebrei durante il nazismo. Peccato, perchè i temi del libro (il ruolo che le tecnologie informatiche possono avere a supporto dei sistemi totalitari) sono sempre drammaticamente attuali: basti pensare al caso della Cina, che per diversi anni ha controllato direttamente Google.
Il libro di Edwin Black descrive in modo dettagliato e documentato il ruolo svolto dall'IBM, attraverso la sua sussidiaria tedesca Dehomag, nel censimento della popolazione tedesca del 1933, che portò alla schedatura di milioni di ebrei. All'epoca i computers elettronici non esistevano, e le informazioni del censimento venivano registrate su schede perforate, che poi venivano elaborate con selezionatrici elettromeccaniche. Tutta la tecnologia necessaria (schede perforate, macchine perforatrici, macchine selezionatrici) era stata fornita dall'IBM. All'epoca la Germania era il maggiore cliente IBM dopo gli USA. Thomas J. Watson, il fondatore dell'IBM, si recò più volte in Germania per seguire personalmente il lavoro della Dehomag durante il censimento organizzato dai nazisti.
Per ogni gruppo etnico (ebrei, zingari ecc.) sulle schede perforate IBM c'era un apposito codice numerico. Le informazioni registrate sulle schede, elaborate per mezzo delle selezionatrici elettromeccaniche IBM, permisero di individuare e deportare milioni di ebrei verso i campi di concentramento in tempi rapidissimi, impensabili per l'epoca senza la tecnologia fornita dall'IBM. In particolare, grazie alle selezionatrici IBM i nazisti riuscivano a individuare con estrema efficienza le persone con cognome tedesco ma discendenti da famiglie ebraiche.
Un poster pubblicitario Dehomag del 1934 rappresentava un occhio che, emettendo un raggio di luce, scrutava una città dal cielo. Sul poster c'era anche il profilo di una scheda perforata IBM. Nell'insieme, l'immagine era decisamente inquietante. Lo slogan del poster recitava più o meno: "Potete controllare tutto con le schede perforate Hollerith". Le schede perforate IBM all'epoca si chiamavano "schede Hollerith", dal nome del loro inventore, l'americano Hollerith.
I rapporti tra Thomas J. Watson, il "boss" dell'IBM, e Adolf Hitler, restarono ottimi fino allo scoppio della guerra tra USA e Germania. Nel 1937 Hitler assegnò addirittura a Watson un alto riconoscimento nazista, l'"Ordine dell'Aquila Tedesca", che Watson restituì ufficialmente alla Germania solo nel 1940, quando la guerra tra USA e Germania stava per essere dichiarata. Il riconoscimento era più che meritato: in quegli anni l'IBM deteneva il monopolio sulla tecnologia della schede perforate, e senza la tecnologia IBM difficilmente le idee deliranti di Hitler si sarebbero concretizzate in un sistema così efficiente per la deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei tedeschi.
L'IBM mantenne il controllo della Dehomag fino al 1941, quando gli USA dichiararono guerra alla Germania. Dopo la seconda guerra mondiale, la Dehomag rientrò tra le sussidiarie dell'IBM.
Nel 2001, dopo la pubblicazione del libro di Edwin Black, l'IBM versò tre milioni di dollari a un fondo speciale tedesco creato per risarcire le vittime dell'Olocausto. Il libro di Edwin Black, esaurito in Italia, è comunque disponibile in inglese, in formato e-book.
Il filmato che segue, in inglese, riporta interviste ad alcuni intellettali americani (tra cui il filosofo Noam Chomsky, il regista Michael Moore e l'autore del libro, Edwin Black) sul rapporto tra nazismo e multinazionali americane nel periodo precedente la seconda guerra mondiale, e sul ruolo svolto dall'IBM durante l'Olocausto.
[segue filmato]
Il regista Michael Moore ricorda, nel filmato, che prima della seconda guerra mondiale diverse multinazionali americane (Standard Oil, Coca-Cola, Ford, IBM) erano in ottimi rapporti con il fascismo ed il nazismo. Questo era più che comprensibile: quale sistema migliore di una dittatura per incrementare la produttività aziendale? C'è però una differenza fondamentale tra le altre multinazionali e l'IBM. La Standard Oil produceva prodotti petroliferi, la Coca-Cola produceva bevande, la Ford produceva auto. L'IBM, invece, si occupava soprattutto di registrazione e controllo delle informazioni, un settore fondamentale per ogni dittatura degna di questo nome. Ed oggi la tecnologia ha fatto enormi progressi. L'immagine qui sotto è tratta da una pagina Web dell'IBM USA, per il settore "Public Safety".
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Questo per chi dice: "Tanto io non ho nulla da nascondere"....
Pianeta Terra, un pianeta popolato da stupidi






